IL CASCO

La nostra moto o il nostro scooter è finalmente arrivato dal concessionario e a questo punto, se vogliamo ritirare il nostro nuovo mezzo a due ruote, abbiamo bisogno dell'obbligatorio casco.
Ci assale un dubbio: quale sarà la differenza fra il casco da 50 e quello da 900 Euro???

Diverse sono le forme e i materiali: le prime non influenzano il prezzo, i secondi sì, eccome. Semplificando possiamo affermare che la calotta dei più economici è realizzata in materiale plastico stampato a caldo mentre quella dei più costosi viene fabbricata impiegando fibre sintetiche e organiche (aramidiche, kevlar, carbonio, fibra di vetro, ecc.) di uno o più tipi combinate fra loro a strati. La tecnologia per la fabbricazione del casco in fibra è sicuramente più costosa di quella necessaria per la produzione di una calotta in materiale termoplastico.

Noi però troviamo in commercio caschi con i due tipi di calotta entrambi omologati CEE. L'omologazione viene data in base al superamento di determinate prove di resistenza e di assorbimento d'urto eseguite in laboratorio: la norma 22/05/CEE indica l'accelerazione e la durata massima dell'urto nonché la resistenza del sistema di ritenzione (cinturino). Entro il massimo stabilito dalla normativa un casco ottiene l'omologazione e può essere messo in commercio in Europa. E' lecito supporre che i caschi omologati non abbiano tutti ottenuto il medesimo risultato e questo dovrebbe farci intuire il motivo che spinge un produttore a mettere in commercio caschi ottenuti con costosi processi di produzione invece che limitarsi a stampare economiche calotte in plastica, e cioè il raggiungimento di un maggiore fattore di protezione.

Non certo secondario, ai fini di assorbimento dell'urto, è il ruolo della calotta interna in polistirolo che può essere anche a densità variabile, come pure importante è che la forma interna del casco sia adatta alla forma della nostra testa (scegliere un casco di una taglia troppo grande perché sia più confortevole significa vanificare gli sforzi di un costruttore e rendere nulle le prove di omologazione): è possibile che un modello o una marca di casco si adatti meglio di altri alla forma del nostro cranio.

Nel caso si sia valutata sufficiente la protezione di un casco economico in materiale termoplastico, teniamo presente almeno che tali calotte mantengono entro i valori di omologazione la loro capacità protettiva solo per alcuni anni: ebbene sì, la plastica invecchia, si indurisce e perde la sua capacità di proteggere la nostra testa. Quindi verifichiamo la data di fabbricazione: un casco di questo tipo che è rimasto in negozio invenduto, magari per anni, non è un "affare" ma una fregatura.

Analizzando le offerte del mercato potremo notare come vi siano caschi in plastica, quindi teoricamente "economici", proposti ad un prezzo molto vicino a quello di caschi in fibra.

Ci sono anche altri fattori da considerare nella scelta del nostro casco come, ad esempio, le caratteristiche delle imbottiture interne più o meno estraibili, sostituibili, lavabili, gradevoli.

Di nessuna importanza invece è l'aspetto estetico: comunque, qualsiasi fabbricante offre una vasta gamma di colorazioni atte a soddisfare ogni gusto personale anche se le colorazioni e i disegni complicati si pagano!

SB

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