Tutte le mie moto

e in particolare la Moto Morini Canguro 350

Moto possedute:1 CAGIVA 125 ALETTA ROSSA - 2 MORINI 350 CANGURO
da quando: 1 dal 1986 - 2 dal 2000

Motivo della scelta: 1 era una occasione di un mio amico - 2 Un regalo di mio fratello ora babbo.

Trattamento in concessionaria - Costo tagliandi: Zero. Me li sono sempre fatti io. È dal 1986 che non porto la moto dal meccanico. Nel 1996 ho rifatto da zero la Cagiva. Compreso il telaio riverniciato, i cuscinetti dello sterzo e del banco e, udite udite, il rasamento del cambio... na roba da pazzi !!!!!!

Motociclista dal: quando avevo 14 anni: 1978

Moto precedenti: 'Na sfilza:

1. IL TROMBONE: un cinquantino Malaguti da... diciamo "cross" con le sospensioni dietro meccaniche (un cesso che non andava nemmeno a spingerlo). Prendevo della terza da tutti

2. IL PRESOTTO: un presa diretta Garelli che un mio amico mi ha sbiellato. E non impennava nemmeno...

3. IL BASSO: La moto storica della mia prima infanzia motociclistica: un telaio testi doppia culla su cui misi un Minarelli Super Sport (tipo vecchio con scatola ovale a 4 marce), cilindro 4 travasi 67 cc, un segmento a L, testa piatta larga, pistone ASSO diametro 56 anticipato sulla luce d'entrata. Carburatore Dell'orto SHB a vaschetta centrale con gigler del 98 e collettore da 19 lucidato personalmente a pomice e presa d'aria attiva a snorkel (una mia invenzione, ma in accelerazione se aprivo tutto si scarburava). Monochini e codino. Ammortizzatori posteriori Marzocchi idraulici a 5 posizioni (a gas costavano troppo) e forcelle anteriori Cerriani. Manopola gas Tommaselli corsa corta e espansione e silenziatore Marving. Rapporti lunghi, lunghissimi e velocità di orologio calcolata sul km. Lanciato: 104. Nell'estate dell'80 arrivai al N.2 delle classifiche di velocità del mio quartiere. Non sono mai arrivata prima anche perché bisognava viaggiare sui 115 e fare elaborare il motore da un professionista e non come facevo io da me nel mio garage. Quel motorino era alto si e no 60-70 cm da terra ed era uno dei 2-3 miti del mio quartiere.

4. IL CESSINO: dopo l'epoca del Basso, nel 1982 mi calmai anche perché con due freni a tamburo era facile a 100 all'ora andarsi a spataccare. Dopo l'ennesima sbiellata, trovai un iper vecchio Garelli a presa diretta (più vecchio del precedente) ma dopo che finii sull'asfalto perché la gomma anteriore cedette tutt'ad un tratto, e mi grattai braccia e gambe, lo buttai.

5. IL TRE MARCE: Non ricordo che marca era.ma nel 1983 presi 'st'altro cesso iper vecchio ma almeno a tre marce a mano, così potevo fare le gare in prima con quelli della via vicina alla mia. Infatti essi avevano organizzato le gare in prima (senza avere manomesso pignoni e corone) e ovviamente chi vinceva era chi aveva i tre marce perché aveva i rapporti + lunghi.

6. LA CAGIVA ALETTA ROSSA. Nel 1986 da un mio amico, dopo che andai con lui (in due sulla moto) allo Stelvio (da BO) e ritorno in 2 giorni, mi convinsi che quella moto era un fenomeno vivente (a parte che non aveva bassi) e gliela comperai per 200.000 lire. Ritornai allo Stelvio, andai in Corsica, in Val D'Isere e al Col de L'Iseran, a St. Moritz, a Lubiana. Ho guadato il Reno almeno 5 volte finendo a bagno con i piedi almeno 2 e per scommessa (vinta) feci i portici di San Luca (per gli scalini) prima a discendere (facile) e poi a salire (molto più difficile). Fortuna che me l'hanno data vinta ad 1/3 del percorso, perché sebbene fossero le 3 di notte non so con i cerchi (e con i gufi - i vigili o la polizia) come l'avrei spuntata sotto i portici. Nel 1996 l'ho rifatta tutta (completamente) e fare il rasamento del cambio mi ha fatto rincoglionire... Un'altra volta su per un sentiero di un passo appenninico tra Sestola e l'Abetone (Passo di Croce Arcana - 1700 slm) cacciai la straccia (battei in velocità) a mio frat con la Moretti 3 e mezzo e al suo amico col Petaso 650. A tavola in Garfagnana erano ancora li a dirmi "Però... viaggia quella 125 eh?). Un'altra volta su per un altro brigolo (sentiero di montagna) vicino a Sasso Marconi, mi piantai a metà salita. E nel mentre passarono 2 o 3 tosti con le moto da cross almeno delle 500 che mi spolverarono ben bene e mi guardarono con una faccia da "Oh imbecille... vai casa con quel cessino va... questa non è roba per te". Un anno dopo rifeci quella salita prendendola in prima a 9.000 giri completamente fuorigiri (in rosso). Ma ce la feci!!!! Tiè! Un'altra volta feci 40 km. di strade di montagna (2 passi) con la ruota posteriore a zero. Arrivai dal gommista che il battistrada era semidistaccato dalla spalla.

7. LA MORETTI 350. Nel 2000, dopo che ci faceva 50 km. all'anno, mio frat mi regalò la sua Moto Morini (Moretti) Canguro 350 immatr. 1992. E li si che in salita su per i brigoli (gli stradelloini del bosco) mi diverto anche se pesa una cifra e la ciclistica non è certo la Cagiva. Ora è la mia moto ufficiale ma... più passa il tempo e più in estate fa caldo e con 35°C e oltre si sta meglio condizionati in auto. O forse sto invecchiando... Dopotutto sono solo 26 anni che vado in moto

Prossima moto: Non credo che ci saranno altre moto... ma certamente se ci saranno, saranno ITALIANE!

Qualità: La mia attuale ... beh... una moto di oltre 10 anni fa con quel bicilindrico storico ... affidabile ma non certo innovativo.

Estetica: Anni 80

Affidabilità: Molto buona. Ma la Cagiva 125 AR merita un 10 e lode. Meglio di qualsiasi fidanzata: la moto se la tratti bene non ti pianta in asso. La donna si. (Lola)

Posizione di guida: Da Enduro. Oltre i 120 un casino...

Uso sportivo: No. Non mi piace la velocità (oltre i 100) in moto. Amo i sentieri e le piste montane, nonché tutti i fuori strada.
Uso turistico: Si.

Comportamento in strada:

Autostrada: Una volta con la 125 Cagiva sono uscita a Sasso Marconi sud. Arrivavo da Barberino (con la 125... se mi beccavano mi segavano a metà) e dopo l'uscita di Rioveggio ho preso una area di sosta. Da li sono andata nel bosco, Sono passata sopra la rete di recinzione semidivelta, e poi ancora bosco, campo del contadino e infine stradino, strada vicinale, strada secondaria, strada statale, Vado, Sasso Marconi, Bologna. Tiè... alla faccia della soc. Autostrade!

Statale: Con la 125 Bologna - Aosta 5 ore: 'NA PALLA ASSURDA - Non vi dico BO - TS con 35°C e 60% di HR. Comunque sulle statali vai bene con entrambe.sia la 125 sia la MORETTI 3 e 1/2.

Collina: Anche

Montagna: In salita meglio con la MORETTI, Con la Cagiva ti spari! Ma in discesa stavo davanti ai Teneree (con la 125) ma con la MORETTI un disastro...

Fuoristrada: Buone entrambe sempre in considerazione delle salite e discese. La MORETTI è pesante e di difficile controllo. Con la Cagiva riuscivo a fare 2 secondi di surplass

Città: CAGIVA MOLTO BUONA. MORETTI COSI' COSI'

Uso prevalente: Città, Statali, Tangenziali, Autostrada, Sport, Viaggi e turismo, Fuoristrada

Chilometri all'anno: CAGIVA 10.000 (ma ero molto + giovane) Ora... una schifezza... 1000 o poco più

Autonomia fisica permessa dal mezzo: Mai provato

Cosa mi piace di più della moto? Non fare le colonne d'auto e andare fuori strada prendendo vento in faccia. E anche sentirmi le tette delle amiche nella schiena quando freno (lo faccio apposta...)

Cosa mi piace di meno? Prendere l'acqua a Bormio e starci fino a BO facendo l'Aprica, il Tonale, Affi, Lasize (Avevamo la tenda li), Verona, Bologna

Cosa aggiungeresti all'intervista per far capire meglio come va la moto?: Che la moto e il pilota sono un'unica cosa. Se non c'è questa unione è inutile fare i motociclisti da bar. E purtroppo di motociclisti da bar oggi ce ne sono sempre più...

Commento finale: Più passa il tempo e più vedo motociclisti rompipalle. Non mi riferisco a quelli che partono in seconda e impennano in terza ai 90 in città, ma a quelli che viaggiano in mezzo alla strada a 40 e si fanno i cazzi loro. Una volta era una categoria d'elite, oggi è una categoria di massa, tutti vanno in moto e dallo scooterone capisci che sono motociclisti da bar. Il vero motociclista quantomeno prende una moto a marce e soprattutto se la mette a posto da solo (Oggi sempre più impossibile con l'elettronica)

LOLA FOX

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