In viaggio con la donna

Una donna media pesa circa 50-60 chili e si suppone che viaggiare con lei porti appunto un tale aggravio di peso. Macché! Il peso aumenta molto più di quel che si potrebbe pensare per la quantità di accessori, abbigliamento e ammennicoli richiesti dalla passeggera, cose di cui il motociclista non capisce l'utilità e farebbe sicuramente a meno. Per esempio, arrivati in Francia scopro che una delle valigie della moto contiene un tubo lungo 30 cm per un diametro di 10 cm: è l'indispensabile tubo della schiuma doccia del quale non si poteva fare a meno... come se in Francia negli alberghi non ci fosse il sapone! Per fortuna non ha portato il servizio di piatti di porcellana da dodici per fare il picnic!

L'abbigliamento poi... non si sa mai che condizioni climatiche si possono trovare in Francia, tutti sanno che a Luglio sulla costa azzurra potrebbe nevicare. Così ci si porta un armadio di maglie, magliette, maglioni, felpe senza dimenticare il kway se dovesse piovere. E per uscire la sera qualcosa di più elegantino, una camicetta carina, un pantaloncino sfizioso che deve oltretutto viaggiare piegato bene (altrimenti si sarebbe portata anche il ferro da stiro). I sandali, le ciabatte da bagno, le scarpettine per le serate carine, le scarpe da ginnastica per le escursioni e per il viaggio... ma abbiamo una moto o un camper?

E le medicine? E se viene il raffreddore? E per il sole? E per l'allergia? E per le punture di insetti? E il disinfettante? Praticamente potremmo partire per portare gli aiuti in Africa!

E i costumi da bagno, almeno tre, l'accappatoio, l'asciugamano, la stuoina, la macchina fotografica... quasi si porta anche l'ombrellone.

La mia passeggera preferita

Naturalmente non si può andare in paese straniero senza una guida. Così si parte con libri e documentazioni su musei, opere d'arte, bellezze naturali, parchi e tutte quelle particolarità che la zona visitata può offrire. Oltre naturalmente alle cartine stradali, preferibilmente in scala quasi uno a uno dell'intero paese. Una massa di carta che, a vederla, farebbe pensare di essere trasportata su un TIR.

Tutto questo oltretutto criticando il contenuto della mia valigia: cose tecniche di nessuna importanza come il kit di riparazione delle gomme, la pompa a pedale, qualche chiave delle più comuni, due cacciaviti, la tuta antiacqua e una visiera di ricambio.

Mentre si viaggia le occasioni di sosta aumentano a dismisura: c'è un bel panorama, molto romantico. Ci facciamo un caffé? Devo fare la pipì. Fa caldo, mi tolgo la maglia. Fa freddo mi rimetto la maglia. Mi si è allentata la cinghietta dello zainetto. Qualcuno mi chiama al cellulare. Ho dimenticato di chiamare XXX. Mi fa male il sedere. Mi fa male la schiena. Devo pulire la visiera, devo mettere i guanti, devo soffiarmi il naso, devo fumare una sigaretta.

E ovviamente ogni tanto ci si deve fermare anche a mangiare e a far benzina.

Sul luogo della vacanza come non trovare qualcosa di carino da portarsi a casa? E così il carico aumenta in maniera che quasi decido di spedire lei e i bagagli in treno, ma in un altro stato, e tornare in moto libero e leggero come una piuma. Ma lei si fa voler bene e così decido di riportarmela in Italia. La moto ha le sospensioni "a pacco" ma viaggia ugualmente e alla fine arriviamo. In tutto il viaggio siamo riusciti a superare solo tre camper.

Se ci fosse stato un concorso di santità motociclistica l'avrei sicuramente vinto. E' difficile sopravvivere al binomio "donne e motori". E' difficile ma si può, io ce l'ho fatta.

Leggendo questo raccontino verrebbe da pensare che io e la donna in questione non abbiamo un buon rapporto. Nulla di più falso, è una donna meravigliosa, le piace andare in moto e spesso viene con me in lunghi giri e viaggi senza problemi. Spero che mi scuserà se ho un po' esagerato nella descizione dei suoi bagagli ma una passeggera così la auguro a tutti.

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