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Piste troppo care! Questa lettera nasce con l'unico intento di lamentarsi, dato che l'esperienza tentata da altri lo scorso anno si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto, vedi incontro con Pistalibera. Siamo perfettamente coscienti che la gestione di una struttura quale un circuito comporta dei costi vivi ed irrinunciabili ai quali siete tenuti a fare fronte con i proventi dei ticket di accesso al circuito e che, in quanto oggetto di iniziative imprenditoriali, le piste debbano anche garantirvi un guadagno. Quel che si vuole sottolineare è una questione che riguarda da vicino il mondo del motociclismo italiano, in modo particolare tra noi piloti amatoriali e voi gestori degli impianti. Nessuno pensa che una giornata in pista debba costare quanto una giornata in piscina, ma neanche un quarto di uno stipendio medio da operaio dipendente!!! Nonostante i costi, affrontiamo da anni queste spese con qualche mugugno e tanta pazienza sperando che l'aumento di afflusso nei circuiti con relativo aumento di introiti permetterà un giorno di abbassare i costi d'ingresso. Non tutti abitano a due passi dal circuito ed i costi di trasporto influiscono non poco sul totale della trasferta. Finora si poteva sperare di ammortizzare queste spese decidendo di frequentare un circuito come quello di Adria, che garantisce accoglienza notturna gratuita nella struttura del paddock e, soprattutto, dove la prenotazione era gratuita e non comportava alcun acconto. E' notizia recente che anche Adria si è ormai adeguata al "trend nazionale", pertanto adesso anche da loro è previsto il versamento di un acconto "a perdere" da versare all'atto della prenotazione. A questo si è aggiunto un cospicuo aumento della tariffa, aumentata del 20% nel giro di un anno. Vorrei sottolineare VENTIPERCENTO senza una motivazione valida (es. allungameto circuito, nuovi servizi ecc.)!!! A breve (si spera) verrà inaugurato il tracciato intermedio dell'Autodromo di Franciacorta. Questo porterà moltissimi motociclisti lombardi a ridurre drasticamente le loro uscite su altri circuiti. Come ci si aspetterebbe che rispondessero le direzioni degli altri autodromi? Con un abbassamento delle tariffe, giusto? Invece i prezzi continuano ad aumentare. Girare al Mugello, una pista sognata da molti di noi, è diventato un investimento vero e proprio: tra i costi di trasferta e la tariffa della pista, si arriva facilmente a toccare i 500-600 euro a testa nel caso in cui si debba noleggiare un furgone. Viviamo in un paese che rappresenta la storia, il presente e il futuro del motociclismo. Lo dimostrano tutti i talenti dal cognome Italiano, lo dimostrano i nomi di case come Ducati, Aprilia, MV Agusta, Guzzi ecc. Eppure in questo stesso paese vige la legge 168/05 sulla confisca, manca ogni servizio per il motociclista che viene chiaramente snobbato da tutti. Anche i nostri Piloti non si impegnano mai a promuovere e difendere il motociclismo in Italia. Ma nonostante tutto l'Italia è al primo posto in Europa nei numeri di vendita di motocicli... e nel contempo è il paese dove l'accesso alle piste è il più difficoltoso: le piste sono poche, distanti ed estremamente costose. Non voglio sfruttare la solita storia che se vado in pista non mi sfogo in strada, ma non rompeteci le palle se non rispettiamo i 50 orari su strade da 100!!! Siate presenti quando finiamo in terra per una buca, per delle strisce colorate di rosso o verde, per la ghiaia a bordo strada eccetera eccetera eccetera... Non sono solo i costi ad essere sbagliati ma tutta la gestione. Non vi racconto cosa significa girare un turno gratis quando organizzato da qualche grande azienda. Chi di voi ha provato sa. Io lavoro nel campo dell'informatica e ogni volta che vedo come vengono gestite le prenotazioni rimango basito. Basterebbe davvero poco per gestire al meglio le prenotazioni, evitare l'assenteismo (caso di Adria ma dovremmo vedere i numeri) e relativa perdita di introiti. Siamo ancora alla ragazza che controlla uno per uno sul suo registro il numero della patente e si annota che il posto prenotato è stato "pagato"!!! Ma perchè questa lettera? Questo scritto non è certo accompagnato dalla speranza che cambi qualcosa... Contro il dio denaro non si può combattere e con sommo sforzo si tirerà avanti fin quando l'ultima cosa a cui dovremo rinunciare per girare in moto sarà il cibo. Ci sarà sempre qualcuno che ha in tasca le 215euro (416.298 lire) per passare un bella giornata ad Adria perché da noi funziona sempre così: non ti sta bene? Arrangiati!!! Questa lettera è scritta da tante mani e non da una sola come può sembrare, e queste mani VOGLIONO continuare a stringere i semimanubri del proprio mezzo ancora a lungo!!! Grazie. Le Iene di Motoridens.com |