Non rompete mai la vostra moto!

Potreste rimanere a piedi per un bel pezzo!

Antefatto.
Recentemente mi è capitato un incidente: un tamponamento che poteva essere anche molto pericoloso per me. Fortunatamente me la sono cavata benissimo, ero illeso, a parte una gran botta alla mano sinistra, la moto invece un po' meno illesa: vari pezzi, ma solo sovrastrutture, erano andati. Per fortuna forcella, freni, cerchio e ruota si sono salvati. Con la massima cautela ho guidato fino alla concessionaria dove ho abbandonato a malincuore il mezzo per le riparazioni. Era il 7 di aprile.

Il fatto.
Da qui iniziava il "calvario" delle riparazioni. Dapprima i pezzi dovevano essere ordinati, poi dovevano essere spediti da un'altra città, poi era necessario trovare il momento di "ispirazione" per eseguire il lavoro... Insomma, la mia moto continuava a giacere là a pezzi mentre potevo vedere moltissime altre moto che venivano preparate per essere consegnate (è più importante vendere che riparare) e poi tornare per il tagliando dei 1000 km ed esser pronte subito (è più importante il cliente appena acquisito di quello vecchio). Oltre a ciò ho visto entrare in officina e presto uscire molte moto della Polizia che, oltre ad avere una garanzia di durata sconosciuta all'utente normale (mi dicono otto anni!), hanno anche la precedenza assoluta su qualsiasi altro mezzo presente.

Così si è arrivati a Pasqua che ho trascorso mestamente a piedi, poi è arrivato il ponte del 25 Aprile e io sempre a piedi, poi, prima del ponte del 1° Maggio, mi dicono che è pronta. Vado a prenderla ma c'è ancora qualcosa che manca: l'intelaiatura che regge la freccia sinistra e, incredibilmente, una delle pedane! Un particolare che non era rimasto assolutamente coinvolto nel sinistro... come mai è stata smontata? Forse un episodio di cannibalismo da concessionaria? Meglio non indagare. Comunque mi viene montata una pedana nuova e l'ottimo meccanico L. fa per partire per un giro di controllo. La moto non si accende! Nella fretta ci è dimenticati di collegare il contatto della pompa della benzina. Oltre a tutto chi mi aveva portato in concessionaria è ormai andato via e così il gentilissimo meccanico L. mi accompagna a casa con la sua auto privata (e questo è certamente un gesto nobile!).

Torno il giorno dopo e la prendo così com'è, senza possibilità di montare la freccia. Anche i poveri meccanici erano arcistufi di vedermi quasi quotidianamente; sulla via di casa non posso fare a meno di lodarli per l'ottima esecuzione delle riparazioni e la precisa messa a punto della moto. Loro, i meccanici, godono di tutta la mia stima e della mia comprensione perchè c'è sicuramente qualcuno in giacca e cravatta che decide sulle precedenze e che impone loro tempi e modi: questo qualcuno mi ha tenuto a piedi un mese e mi ha fatto saltare tutti i ponti e festività varie! Avrei voluto pagare in ritardo di un mese, ma i soldi invece li hanno voluti subito. Nonostante tutto ciò sono sopravvissuto alla delusione.

Concludo con un consiglio: anche se credete di essere dei clienti, non rompete mai la vostra moto che, una volta entrata in concessionaria, ne uscirà chissà quando. E intanto a voi rimarrà solo il piacere della pedalata.

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