LA VELOCITA' MASSIMA DELLA
MOTO
(è un'illusione)
Assurdità e prove di velocità amatoriali
Quanto fa di velocità massima? Non é sempre facile rispondere senza citare le prove di riviste o mentire spudoratamente. Nel pur concreto mondo della meccanica applicata al movimento il dato della velocità massima rimane sempre nebuloso e oscuro, condito da miti e condizionato da decenni di tachimetri ottimisti.
02 abbigliamento del pilota
Un giubbino tipo bomber, gonfio e neanche impermeabile,
guanti approssimativi, casco misura XL visibile dalla Luna, jeans
svolazzante, sciarpa o foulard che sventolano dietro di voi? Allora
scordatevi la velocità massima della vostra moto. Durante la
prova quella massa di stoffa incontrollata vi frusta, vi scuote e vi
provoca l'impressione di trovarvi in un frullatore. D'altra parte
tutto quel movimento è indice di resistenza aeodinamica che
sottrae velocità alla vostra moto. Le cose migliorano molto
con le tute da velocità che hanno comunque pieghe cuciture,
incavi che provocano microturbolenze e quindi rallentano. Bisogna
concludere che, in teoria, la velocità massima non é
ottenibile da vestiti ma non è certo consigliabile da nudi.
03 corporatura del pilota
Ho un amico aerodinamico: pesa 50 chili, è
stretto stretto, ha una tuta intera che lo fascia ancor più
stretto. Ecco un pilota che potrebbe esaltare le qualità
velocistiche di ogni moto! Me lo figuro prendere il volo in fulminee
accelerazioni sulla sua Ducati 748 e spremere in velocità il
motore fino all'ultimo giro. Me lo figuro solo però: invece di
correre libero, per la maggior parte del tempo è là
davanti a me, dietro a qualche pachidermica auto aspettando il
momento buono per passare alla prossima auto in una lotta eterna tra
la gazzella motociclistica e la jungla del traffico.
04 posizione assunta dal pilota
Dal punto di vista della velocità massima,
ciò che rovina l'aerodinamica e disturba più di tutto
è il pilota! Un buon pilota dovrebbe essere una sogliola che
si adagia dalla sella al serbatoio e appoggia il casco nell'incavo
del cupolino, dovrebbe inoltre avere per braccia e gambe dei sottili
steli metallici che aderiscano perfettamente alla carena della moto.
Le esplorazioni spaziali sono appena iniziate: forse fra qualche
millennio nessuno batterà in velocità quelli di alpha
centauri.
05 casco
Per andare in moto nulla di più utile né
di più odiato. Per tentare i record di velocità serve
un casco strettissimo sia fuori per essere superaerodinamico, sia
dentro per evitare al massimo le vibrazioni. Liscissimo, senza
sporgenze o prese d'aria, raccordatissimo con la tuta. Scomodissimo e
soffocante. Inoltre, per quanto stretto, è pur sempre
più largo della sola testa. Tentare i record senza casco non
si può. Lasciare a casa la testa, come sarebbe logico durante
queste prove, nemmeno.
06 pressione atmosferica
Quando facciamo il pieno imbarchiamo solo una parte di
ciò che serve al motore. Il resto, l'ossigeno, é
già presente ovunque nell'atmosfera. Anche ammesso che abbiamo
creato le condizioni ottimali per ottenere la velocità
massima; eccoci ora con la cartina delle isobare e il barometro in
mano ad aspettare il momento giusto in cui la pressione è
favorevole. Bisognerebbe rilevare però che il vantaggio della
pressione alta nell'alimentare il motore viene parzialmente decurtato
dal fatto che l'aria più densa offre maggior freno
aerodinamico.
07 qualità e densità del
carburante
E che dire della benzina? Come tralasciare un componente
così importante? Ma come facciamo noi poveri utenti della moto
a controllare la purezza di ciò che mettiamo nel serbatoio?
Abbiamo i mezzi per raffreddare a 4/5 gradi la benzina prima di
iniziare la prova della velocità massima? Dobbiamo gelidamente
tentare il record sempre fra dicembre e febbraio?
08 temperatura
E infatti la temperatura esterna è
importantissima per l'ottenimento dei record di velocità:
è uno dei fattori interdipendenti che concorrono a formare lo
stato del clima del momento. La temperatura influenza, oltre
all'alimentazione del motore, anche il corretto scambio di calore per
il massimo rendimento termodinamico e il grip fra pneumatico e
asfalto. Influenza tra l'altro anche la voglia di correre.
09 presenza di vento
Un altro fattore imponderabile si aggiunge al conto
delle casualità nel tentativo di raggiungere velocità
massima: il vento. Da davanti, naturalmente, rallenta, da tre quarti
anteriore dà un bel fastidio e rallenta, da tre quarti
posteriore dà un bel fastidio anche se dà una mano, di
lato dà un fastidio assoluto, da dietro scordatevelo: non
succede mai durante i tentativi di record.
10 coefficiente d'attrito fra pneumatico e fondo
stradale
A volte ci si domanda perché quando si va a 60 il
tachimetro è preciso e quando si va a 220 sbaglia? La
risposta, se non nella qualità del tachimetro, è da
ricercare nel coefficiente d'attrito fra pneumatico e fondo stradale:
il coefficiente di attrito è un valore che si trova sempre fra
zero e uno. Coefficiente zero, attrito zero, ancora meglio che nello
spazio. Coefficiente uno, attrito massimo, incollati alla strada come
su un binario dentato. Il problema è che nella realtà
nulla arriva a zero e neppure a uno. Così tra il pneumatico e
l'asfalto c'è un rapporto che è di 0,9 e qualcosa.
All'aumentare dell'energia applicata sul pneumatico emerge il fatto
che esso non è solidale col terreno per quel, circa, 0,1 e che
al massimo servono più giri della ruota per percorrere la
stessa distanza. Ecco perché l'ignaro tachimetro sbaglia! Con
le normali moto sportive a seconda del tipo di asfalto e di gomme, al
massimo della potenza applicata si perdono percentuali dell'ordine
del 10%: segna 220 ma si va a 200. Ecco un'altra cosa di cui tenere
conto nel tentare il massimo: la ruota motrice deve avere il massimo
del grip per non far perdere giri preziosi forniti dal motore. E
l'asfalto, da parte sua, perfettamente "gommato" e caldo al punto
giusto. Proprio le condizioni che si trovano tutti i giorni sulle
strade...
11 viscosità degli oli motore e
trasmissione
Nel tentativo di record c'è qualcosa che possiamo
fare sicuri di far bene: diminuire tutti gli attriti interni del
motore e della trasmissione. L'utente normale di solto non smonta il
cambio e va a lucidare gli alberi e gli ingranaggi perciò
l'unica cosa che può fare è curare che nel motore, e
dovunque serva, ci sia l'olio giusto e al giusto livello.
12 condizioni di usura del gruppo termico
Naturalmente se state tentando il record con una
sportiva che ha percorso diecine di migliaia di chilometri e
smanettato allegramente per vari anni, può venire il sospetto
che gli elementi della parte termica del motore, cilindri, pistoni,
fasce elastiche e raschiaolio, non siano più nel fiore degli
anni e possano in qualche modo affievolire la prestazione.
13 condizioni dei filtri aria e olio
Le condizioni del traffico attuale fanno sì che
chiunque esca in moto, per qualunque percorso, torni a casa coperto
dalla polvere nera, unta e appiccicaticcia creata dai miliardi di
mezzi in circolazione. Se noi ci laviamo, laviamo la nostra tuta e la
nostra moto, non dobbiamo dimenticare i filtri dell'aria che, se
intasati, stangolano il nostro mezzo impedendo il massimo delle sue
potenzialità. Anche il filtro dell'olio è meritevole di
menzione: un filtro sporco crea più resistenza e preleva
più energia attraverso la pompa dell'olio.
14 condizioni del traffico
Chi ha avuto voglia di provare il massimo offerto dal
suo mezzo sa che è difficile trovare il luogo giusto dove
provare. Sono poche le strade adatte, lunghi rettilinei, buon fondo,
senza incroci, magari con le barriere a delimitare le corsie per
scongiurare l'ipotesi che qualcuno possa soprapensiero immettersi.
Trovate le strade dalla conformazione ideale, bisogna scartare quelle
con zone abitate a ridosso, quelle con traffico, quelle con la
polizia... Ma in realtà non c'è alcuna strada che
soddisfa tutti i requisiti. Ci sono anche le strade a pagamento ma
fare i tentativi in autostrada è pericoloso: troppi camion,
furgoni, auto... e poi ci sono le piste, spesso lontano dalla propria
zona e caratterizzate dall'esborso consistente..
Vista e considerata l'impossibilità di gestire contemporaneamente tutti i punti che favoriscono il massimo del nostro mezzo, bisogna concludere che non è per interesse scientifico né per speculazione sulla meccanica che si va in moto. Ci si va perché piace, perché se ne ha voglia. Chi sfida l'aria a 90 all'ora appiattito su una vecchia Vespa 50, non è meno onorevole dello smanettone da 160 cavalli. Non è il mezzo, non è la situazione a far la differenza ma la sola voglia di farla. Questa infatti è l'unica condizione da soddisfare, la vera molla che spinge, dopo una attenta analisi dei rischi, a ruotare la manetta. A pensarci bene direi che i tentativi di record di velocità, sebbene privi di senso logico e in più artigianali e strettamente personali, nascano tutti da questa voglia. Una volta, alla domanda "quanto fa la tua di velocità" uno mi ha risposto: "Non lo so, non ho tempo di guardare il tachimetro quando la moto va così!"
EJ