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La Valle di Gressoney E' stato per caso se l'estate appena trascorsa, al posto delle solite assolate spiagge della Sardegna, abbiamo preferito, come meta delle nostre brevi vacanze, le valli della regione Aosta, scegliendo quella di Gressoney. Si parte in una mattina calda e umida quasi nebbiosa e dal mio posto, comodissimo, di passeggero della nostra Honda Varadero, ho la possibilità di ammirare i panorami senza bisogno di esprimermi a voce alta (odiamo l'interfono) preferendo, al bisogno, urlarci nelle orecchie: è più divertente! Mi piace fare il passeggero.....si è liberi di guardarsi intorno.....di sognare.... di cantare a squarciagola senza essere ascoltati.... Mi piace anche se non sono più una ragazzina e devo usare mille accorgimenti per non interferire negativamente sulla mia fragile persona. Passando veloci in questo viaggio di andata, attraverso una distesa piatta e verdissima di Km e Km di risaie ai confini fra la Lomellina e le province di Alessandria e Vercelli, affiora immediatamente l'ovattato ricordo dei racconti della mia mamma quando, mondina, in quelle risaie cantava e lavorava dall'alba al tramonto. Eccoci, siamo già a Pont Saint Martin e, la due ruote, rombacciando, sta salendo verso Gressoney e sfrecciando sicura, curva dopo curva, si addentra sempre più in questa valle che di primo acchito ci si presenta lunga e solitaria..... fresca e silenziosa. |
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Non eravamo mai stati prima d'ora in Valle D' Aosta e queste montagne ci appaiono da subito maestose e dominatrici, mute ed immense tanto da sentirmi intimidita davanti a tutta questa immobilità. Sto facendo un confronto con le nostre Dolomiti che amiamo tanto, ma queste montagne valdostane hanno una bellezza singolare..... come dire.... qui si respira un'aria di fiabesca stregoneria! Ma......quanto è lunga questa valle? Dove ci sta portando la rombacciona? Ci lasciamo alle spalle paesetti puliti e pieni di fiori rosa di campo dei quali ignoro il nome. L'aria si è fatta più fresca mentre oltrepassiamo Fontainemore e la valle si è fatta più stretta dopo la curva di Issime ed ho quasi freddo alla volta di Gaby. Proseguendo poi verso l'alta valle, mi accorgo che sto paragonando i miei precedenti viaggi fatti con l'automobile in altre località suggestive e traggo la conclusione che un percorso fatto in moto è più spettacolare: si vive sposati con l'aria, con gli odori, con la natura..... si vive in un'altra dimensione.... si vive su due ruote. Comincio ad ammirare alla mia sinistra i tipici Stadel Walser traboccanti di gerani ed alla mia destra il verde brillante del campo da golf a Gressoney St. Jean, mentre alle porte di Gressoney La Trinitè, dove abbiamo prenotato l'hotel, rimango letteralmente imbambolata davanti alla bellezza maestosa della cima illuminata dal sole del monte Rosa. Dopo aver depositato i bagagli, continuiamo, sempre in sella alla rombacciona, a salire fino a Stafal costeggiando il torrente Lys dove termina definitivamente questa stupenda vallata. |
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I giorni trascorrono fra giri in moto e passeggiate in altura. Abbiamo percorso molti Km per vedere altri paesi ed altre valli; per citarne alcune quella di Ayas, la Valsavarenche, la Valtournenche, ma la nostra valle di Gressoney e precisamente il delizioso borgo La Trinitè è per noi un dolce punto di riferimento per il riposo della sera. Il clima è quasi sempre della serie freddo-pungente e le acque costantemente inquiete del torrente Lys sono totalmente in contrasto con il mio stato d'animo: qui mi sento del tutto a mio agio e questo posto è proprio alla portata del mio stravagante carattere.... Qui si respira ancora un' aria antica! Dopo un'ottima cena tipica, amiamo passeggiare nella piccola piazzetta dove ho fatto amicizia con Tommi e Joe due pastori tedeschi del posto che mi accompagnano scodinzolando quasi ogni sera. L'ultima, prima del nostro rientro, abbiamo ascoltato sotto un cielo stellato ed illuminato da pochi fiochi lampioni, un concertino di un gruppo di ragazzi emiliani che, chiusi in giacche a vento, cantavano cercando di non battere i denti, bellissime canzoni degli anni '70/'80. In questa atmosfera d'altri tempi ci sono 2 gradi sopra lo zero e la notte sono scattati i riscaldamenti. |
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La nostra Honda, la mattina della partenza per Modena, sembra fare le bizze: va così piano.....ma è lei o chi la guida? Ma cosa è questo caldo che mi mozza il respiro? E' l'asfalto o il motore? E questo traffico fra il quale non riesce neanche a zigzagare?...... Ma è la moto ...o chi la guida? E mentre, fermi per una sosta ci togliamo gli ultimi indumenti pesanti, già si pensa al prossimo giro. Che ne dici, rombacciona, della zona dei Laghi? Dany |
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