Kawasaki GPZ 500 S

Modello: Gpz 500 s
da quando: 02/2004

Motivo della scelta: Una moto che mi è sempre piaciuta... ed il bisogno di una moto economica nella gestione

Trattamento in concessionaria: L'ho comprata da un privato

Costo tagliandi: A comprarla nuova la Gpz 500 s era sicuramente economica, ma un tagliando con cambio olio, filtro olio e registrazione gioco valvole da 200 euro non mi sembra propriamente economico

Motociclista dal: 1994

Moto precedenti: Vespa PX 150, Kawasaki Gpz 550, Honda CB 450 S

 

Prossima moto: Kawasaki ZX6R 636 del 2003 (l'ultima con una posizione di guida semi comoda)... ma non è un cambiamento previsto a breve termine

Qualità: in generale le finiture della moto sono abbastanza buone. Ho gradito particolarmente le leve freno e frizione regolabili. Solo le bullonerie della semi-carena sono un po' fragili

Estetica: tanti dicono che ha una linea superata. Sarà che forse sono superato anch'io, ma a me piace.

Affidabilità: Finora non mi ha dato particolari problemi (da febbraio ho percorso 14000 km), nonostante si sia subita 1500 km con delle candele di 2 gradi termici più calde prima che me ne accorgessi (cambiate dal precedente proprietario per motivi che ancor oggi sfuggono alla mia comprensione).

Posizione di guida: Premesso che sono alto 1.90 m, tutto sommato comoda. Il busto è giustamente inclinato in avanti e polsi/palmi delle mani non vengono affaticati neanche dalle lunghe percorrenze. Un discorso un po' diverso per quanto riguarda la posizione delle gambe. Se si è alti come me risultano un po' troppo ranicchiate... e dopo 1,5 ore consecutive in sella si inizia a sentire il bisogno di allungarle. Per quanto riguarda la sella, questa risulta abbastanza comoda per tragitti fino a circa 1,5 ore consecutive poi, per la sua conformazione e cedevolezza, si inizia a sentire più di un dolorino all'osso sacro.
Uso sportivo: che dire, certo non è uno di quei missili che si vedono sfrecciare sui passi appenninici tosco-emiliani, ma tenendo il motore sopra i 7000giri e con un po' di mestiere, sa dire la sua. Unica avvertenza: evitare una guida troppo "fisica", la ciclistica non la gradisce affatto soprattutto a causa di sospensioni che, portate al limite, si rivelano essere un po' troppo morbide (specie l'anteriore che, oltretutto, non è regolabile). Una guida pulita è molto più redditizia.
Uso turistico: direi un'ottima moto per questo scopo. Maneggevole, mai impegnativa, richiede solo l'accortezza di non scendere sotto i 3000 giri in 6a marcia. Pena qualche strappo di trasmissione.

Comportamento in strada: una moto che per andature medie e medio-allegre fa scoprire il gusto di andare su due ruote. Richiede molta più esperienza se la si vuole spremere a fondo.
Pista: mai usata in pista
Autostrada: tiene agevolmente medie di 140 km/h con una discreta riserva di potenza. La precisione di guida è assoluta e l'inerzia direzionale anche ad elevate velocità praticamente nulla. Buona la protezione aerodinamica fino a circa i 140-150km/h, oltre si sente il bisogno di abbassare leggermente il busto. Ad andature autostradali le vibrazioni al manubrio sono sempre ampiamente sopportabili, come del resto quelle sulle pedane.
Statale: la Gpz 500 S è uno moto abbastanza godibile su questo tipo di tracciati. Le uniche limitazioni sono dovute alla poca coppia a bassi regimi e ad una certa dose di vibrazioni sempre a bassi regimi (i contralberi di bilanciamento del motore sembrano dare il loro meglio dai regimi medi in su)
Collina: è il suo regno. Se l'asfalto non è martoriato e ci si trova di fronte ad un misto medio-veloce dà veramente delle soddisfazioni. Le possibilità di piega sono ottime e gli unici limiti derivano da un pneumatico posteriore (un 130/17) che più di tanta spalla non riesce a fornire. Quel che maggiormente impressiona è la solidità dell'avantreno. Si decide una traiettoria e la moto, automaticamente e senza sforzi, la segue. Buone le possibilità di cambiamento di traiettoria durante la percorrenza delle curve.
Montagna: ad andature normali la Gpz 500 S digerisce i percorsi montani senza sforzi. Se si vuole forzare l'andatura lo sforzo, più psichico che fisico, aumenta di molto vuoi perché si è costretti a tenere il motore nella zona alta del contagiri, vuoi perché si fa in fretta a raggiungere i limiti di sospensioni e freni.
Fuoristrada: fuoristrada è una parola grossa, ma sugli sterrati il buon bilanciamento ed il peso ridotto consentono di trarsi d'impaccio... basta non avere la sfortuna di lasciarci il pneumatico posteriore (come è successo a me in Croazia quest'anno).
Città: la leggerezza, il bilanciamento, le possibilità dello sterzo e, per chi non è particolarmente alto, la bassissima altezza da terra della sella rendono facile districarsi anche nel traffico più caotico. L'unico appunto da muovere riguarda la scarsa fluidità del motore ai bassi regimi e la legnosità della trasmissione.

Motore: vuoto sotto i 3000 giri, cresce gradualmente e gradevolmente (tranne un lieve calo tra i 5000 ed i 5500 giri) fino ai 7000giri. Oltre i 7000 cambia faccia e diventa aggressivo.
Potenza max: 60 cv sono più che sufficienti per una moto di questo tipo.
Tiro ai bassi regimi: migliorabile
Dolcezza nell'apri/chiudi: la trasmissione è piuttosto legnosa. Questa caratteristica, unita ad un freno motore piuttosto evidente nelle marce basse, può rendere la guida in città meno gradevole di quanto potrebbe essere.
Efficienza avviamento: basta ricordarsi di azionare sempre lo starter a motore freddo e si avrà sempre un avvio al primo colpo. Una volta che il minimo si è un po' stabilizzato è possibile partire. Il motore raggiunge la temperatura ottimale d'esercizio mooolto lentamente.
Velocità max: Circa 200km/h di tachimetro sono una velocità più che sufficiente per questo tipo di moto... e con la facilità con la quale i punti della patente prendono il volo penso che lo siano per qualsiasi tipo di moto.

Peso: Circa 190kg, ma è come non averli. Sia nelle manovre da fermo, sia a bassa velocità la sensazione è quella di essere sopra ad una bicicletta con un Solex ben dopato.

Freni: Questo è l'unico punto veramente dolente della Gpz 500 S. L'impianto frenante è poco potente, specie se si confronta con quel che si vede in giro attualmente. La leva anteriore richiede un percorso troppo lungo per far sentire un effetto decente e concentra tutta la sua azione nella parte terminale della corsa. Per quanto riguarda il freno posteriore si può dire che svolge onestamente la sua funzione di appoggio e che arriva al bloccaggio solo se si è impegnati in una staccata al limite di quel che può essere offerto dall'anteriore (probabilmente a causa dell'affondamento della forcella)

Frizione: la frizione è abbastanza morbida e ben modulabile. Tende a strappare un poco se si è costretti in qualche colonna a motore abbastanza caldo da far scattare la ventola di raffreddamento.

Cambio: Abbastanza preciso, nell'uso troppo rilassato può tendere ad indurirsi. E' piuttosto rumoroso il passaggio tra 1a e 2a. Davvero piacevole la facilità nel trovare il folle da fermo. La catena di trasmissione finale, a patto di tenerla sempre lubrificata, ha una scarsissima tendenza ad allungarsi.

 

Molle e ammortizzatori: le sospensioni vanno benissimo per un uso prevalentemente turistico. Vengono messe in crisi solo da asfalti piuttosto rovinati e soprattutto dalla guida troppo aggressiva, dove la cedevolezza della forcella riporta a più miti consigli.

Gomme: ho comprato la moto con montate delle Continental ContiAvenue. Avete presente le ruote dei Flintstones? Ecco, erano dure allo stesso modo! Sono passato a delle Metzeler, Sicuramente un grip molto migliore ma è rimasta sempre una discreta difficoltà nell'entrare in temperatura

Consumo benzina: irrisorio! Non c'è altro termine per descriverlo. Nell'uso misto città-extraurbana la media più frequente è 22-23 km/l. In Croazia questa estate, lungo la strada statale che percorre la costa per tutta la sua lunghezza ad una velocità media di 80 km/h senza però privarsi di qualche bella tirata in certi tratti per stare dietro ad un cbr 900 sono riuscito a fare i 28 km/l !!!! Comunque, da quando ne sono in possesso non sono mai riuscito a scendere sotto i 20 km/l.

Consumo olio: lo definirei nella media. Circa 0,1 litri ogni 1500 km.

Uso prevalente: Uso la moto tutto l'anno prevalentemente su strade extraurbane ed in città.

Chilometri percorsi all'anno: in media sui 20000 km/anno

Autonomia fisica permessa dal mezzo: per una persona della mia stazza fisica direi che si può arrivare tranquillamente a 1,5-2 ore di fila, poi è necessario fermarsi per sgranchire le gambe. Comunque questa estate l'ultima tappa che mi ha portato dalla Croazia a casa è stata di 900km. Certo ero tutto tranne che fresco come una rosa ma, con l'accortezza di fare delle fermate ogni 1,5 ore, sono riuscito ad arrivare in fondo.

 

Cosa mi piace di più della moto? La facilità di guida in buona parte delle situazioni che si possono presentare, la maneggevolezza, i costi di gestione veramente contenuti (ad esclusione dei tagliandi).

Cosa mi piace di meno? Sicuramente i freni

Il punto di vista del Passeggero: la porzione di sella per il passeggero è più che sufficiente. Purtroppo le pedane sono posizionate piuttosto in alto e dopo poco affaticano le gambe anche di una ragazza alta 1,65m.

Possibilità di portare bagagli: ottima, vista la presenza di ganci sottosella che permette di fissare oggetti al posto del passeggero. Anche la forma del serbatoio rende comodo il posizionamento di una borsa ad attacchi magnetici

Difetti e guasti: per ora nessuno

Modifiche, accessori e parti speciali: nessuna modifica

Note sul pilota: 34 anni, malato incurabile di motociclettite (per favore, non cercate antidoti).

Stile di guida: In città, su strade trafficate e con passeggero a bordo ho una condotta di guida tranquilla. Su strade poco trafficate e rigorosamente da solo, ho una guida tendenzialmente allegra.

Commento finale: la Kawasaki Gpz 500 s è una moto ottima per chi desidera un mezzo economico, affidabile e facile da guidare. Una volta imparati i suoi limiti ed imparato lo stile di guida per attenuarli, si rivela una moto che può regalare delle soddisfazioni anche nella guida sportiva.

Marco Mazzoni

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