Kawasaki GPZ 900 R

Moto posseduta: Kawasaki GPz 900 R
Modello: A1 (anno 1984)

da quando: 2001

Motivo della scelta: esclusivo gusto personale, senza compromessi. Volevo una Kawa a quattro cilindri.

Moto precedente: Kawasaki Z 400 J

Prossima moto: Kawasaki GPZ 500 S

Trattamento in concessionaria: acquistata da privato

Costo tagliandi: tutto da solo

Qualità: eccellente

Estetica: eccezionale

Affidabilità: ottima

Posizione di guida: semi-sportiva, specie riguardo alle sportbike attuali
Uso sportivo: adeguatissima anche 20 anni dopo la presentazione
Uso turistico: oramai è una moderna (!) Sport Tourer

Comportamento in strada:
Pista: mai andato
Statale : "a morte sua", come si dice a Roma
Collina : benissimo, anche per la potenza a disposizione
Montagna : come sopra
Fuoristrada: lasciate perdere
Città: solo se hai la passione. Non è il suo ambiente

Motore:
Potenza max : 113 cavalli
Tiro ai bassi regimi: ragionevole
Alimentazione: benzina, quattro Keihin 34mm
Dolcezza nell'apri/chiudi: ottima
Efficienza avviamento: non perde un colpo, come tutte le Kawa

Velocità max: 250 km/h (e scusate tanto)

Peso: 230 kg

Freni: tre dischi. Stesse pastiglie per tutti e tre, ottima cosa.

Frizione: dischi multipli in bagno d'olio

Cambio: sei rapporti sempre in presa, con "Positive Neutral Finder"

Gomme: una 16/110 e una 18/130

Consumi: 18 km/litro, praticamente sempre, a meno di non strizzarla.

Benzina: verde, come tutte le Kawa dal 1973

Olio: non ne consuma.

Uso prevalente: Città, autostrada, tangenziali. Tutto l'anno

Autonomia fisica permessa dal mezzo: Io ci ho fatto tranquillamente tratte da un paio d'ore in due persone. L'autonomia del serbatoio corrisponde a quella di un pilota medio.

Cosa mi piace di più della moto?:
Difficile e facile allo stesso tempo. Si puo' avere l'ebbrezza di avere una moto che ha fatto il primo, secondo e terzo posto nella categoria "Production" del Tourist Trophy dell'Isola di Man l'anno stesso della sua presentazione, il 1984. Bella da impazzire, è la classica moto che uno si gira a specchiarsi nelle vetrine quando cammina. Il motore fa le fusa come un gattone e sopra i 6000 giri, quando TU pensi abbia dato molto, scopri che deve ancora cominciare a divertirsi. Come dico più avanti, la moto, specialmente riguardo agli standard attuali per le sportive, pesa. Ma diventa leggerissima appena parte. L'assenza di tubi discendenti nel telaio (è un diamante superiore con motore "stressed") ha consentito di raggruppare gli scarichi ed avvicinarli al motore, regalando angoli di piega ragguardevoli.

Cosa mi piace di meno?:
La manovrabilità da fermo. Forse la coda, bella, ma bassa. Un pilota corpulento, visto da dietro, sembra stare su una BMW R45. La moto scalda. Quando entra in movimento la ventola, spesso è troppo tardi. Non puo' girare cinque minuti al minimo (leggi manuale). Insomma, deve camminare. Molti (me compreso) montano un interruttore che manda in allarme il circuito di riscaldamento a richiesta. Altri tolgono direttamente il termostato. Magari la moto ci mette di piu' ad arrivare in temperatura, ma ci si salva. C'è chi dice che lasciando fare all'impianto così com'è progettato, alla fina non si hanno problemi. Per facilitare psicologicamente i piloti, la Kawasaki ha preferito, per i modelli successivi, riscalare l'indicatore di temperatura con una zona rossa più in alto. Un trucco, insomma, ma a fin di bene.

Il punto di vista del passeggero: E' molto, molto comoda, anche con le borse laterali.

Possibilità di portare bagaglio: Bauletto e valigie laterali, più una borsa sul serbatoio. Tutto ci sta comodamente.

Difetti e guasti: La forcella deve essere accuratamente manutenuta. La catena della distribuzione va controllata. Il motore è comunque robustissimo, come molte giapponesi di fascia alta, e pur trattandosi di moto "spinta", può dare prestazioni elevate e tranquillità per moltissimi anni e moltissimi km. La mia ha vent'anni e quasi 70.000 km. Riscontrata la "cottura" degli alberi a camme in caso di difettosa lubrificazione della zona distribuzione.

Modifiche, accessori e parti speciali: Niente di niente. E chi la tocca...

Note sul pilota: A due ruote da quando avevo quattordici anni, con una passione per i quattro cilindri. Poca inclinazione per i viaggi, molta per la guida brillante (non esasperata). Mi piace inforcare la moto e divertirmi subito. In sicurezza, ma subito. Mai superato uno scooterone in vita mia.

Stile di guida: pulito. Non vado a cercare l'asfalto con le ginocchia, mi piace "progettare" la traiettoria prima di entrare in curva. Non ammazzo i miei motori.

Commento finale:
E' una moto della quale ci si innamora, per la quale si finisce per provare del vero sentimento. Non a caso la Kawasaki la annovera tra le CINQUE moto che hanno fatto la sua storia.

Cristiano "FlyingB"

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