Kawasaki ZX9R - 2001

Modello: KAWASAKI ZX9R mod. 2001

Motivo della scelta: E' una di quelle moto che, come molte altre, vengono "pensionate" non perché superate tecnicamente, ma per motivazioni, comprensibili, di carattere commerciale. Tanto è vero che nell'attuale produzione Kawasaki, non è stata sostituita. La ZX10R, sicuramente più potente, è più esasperata, e quindi meno versatile; la ZX6R, molto prestazionale, ha però il caratteristico vuoto di motore ai bassi, ed è anch'essa molto sportiva nella posizione di guida.

Note sul pilota:
Motociclista dal: Sono motociclista dall'età di tredici anni; ora ne ho quarantanove, ma ho ripreso quest'anno dopo circa undici di inattività motociclistica.
Moto precedenti: Le stradali: Kawa Z900 - Kawa GPZ 750 - Kawa GPZ 900R - Kawa ZZR 600
Prossima moto: Per il mio modo di interpretare la moto, al momento non vedo alternative.
Stile di guida: Con l'ètà si acquisisce sicuramente una maggior responsabilità; come tutti i bikers datati credo di avere molti automatismi nella guida, e questo aiuta a concentrarsi di più sulla strada e sul traffico. Amo le pieghe, ma non mi prendo rischi, specie se c'è traffico. Preferisco strade di montagna, proprio perché durante i giorni feriali sono affollate.

La Moto in generale:
Qualità: Com'è abitudine in Kawasaki la moto è ben rifinita. Le plastiche sono resistenti, così come le verniciature e le decals. I carter motore sono in magnesio ed il terminale di scarico è in titanio, oltre che catalizzato.
Estetica: Come ho detto in premessa, le moto, se proprio non seguono una moda, seguono comunque un'evoluzione del design. La ZX9R è caratterizzata da una linea filante che potrebbe essere ancora attuale. E' corpulenta nella zona serbatoio, così come è un po' ingombrante, ma grintoso, il terminale di scarico. Il codone non è così rastremato come nelle sportive di ultima generazione, ma in compenso ha un sottosella capiente. La mia è nera e grigia, ma ritengo che le colorazioni migliori siano la verde del 1999 e la verde delle 2002/2003. La strumentazione è classica, ma io ritengo che sia più leggibile delle digitali, specie in cattive condizioni di luce o nei transitori a undicimila giri.
Affidabilità: Per esperienza diretta e indiretta, le Kawasaki sono moto molto affidabili. Queste poi, non esasperatamente "elettroniche", godono di una meccanica tradizionale evoluta e tutto sommato semplice.

Posizione di guida: Non è propriamente da sport-tourer, ma la triangolazione manubrio-sella-pedane è adatta all'uso stradale quotidiano. Forse in pista andrebbero arretrate le pedane. Si presta a lunghe percorrenze, anche grazie alla buona protezione aerodinamica. Sui percorsi tortuosi affrontati a forte andatura affatica un po', ma è lo scotto che pagano spalle e braccia per i transitori che comportano accelerazioni e staccate molto violente. Peccato che, per chi come me non ha mani grandi, questa versione sia priva della regolazione della leva comando frizione.
Uso sportivo: Oltre un certo limite ci si rende conto che la strada non basta. Diventa impegnativa non per sè stessa ma per le prestazioni che si raggiungono. Sento che in questi casi l'esperienza serve molto, ma su strada, ripeto, è stressante; per brevi tratti si possono fare i "numeri", poi è meglio far atterrare la ruota anteriore e limitarsi, godendosi quasi più il tiro che la potenza.
Uso turistico: No problem, i kilometri si mangiano.

Comportamento in strada:
Autostrada: Se non ci si preoccupa dei punti patente la sua velocità di crocera (riposante) è di 200 kmh. Sui curvoni è precisa, ma personalmente preferisco uscire di sella.
Non bisogna esagerare con il precarico, altrimenti diventa nervosa sulle asperità.
Statale: Se non fosse per il traffico sarebbe il suo habitat. Guidando concentrati e senza superare i 7000 giri si tengono medie incredibili. Ottima l'efficenza dei fari. Il clakson non mi piace, monterò delle trombe.
Collina/Montagna: Valgono le stesse considerazioni. Qui, però, è possibile godersi gli allunghi. In uscita di tornante i prima-seconda-terza con cambiate sopra gli 11000 giri ci spara a 150 Kmh verso il tornante successivo. L'avantreno, come d'uso in Kawasaki, è incollato; la mia poi monta una Dunlop Sp 208, che oltre ad avere una mescola che si scalda in fretta anche con le temperature autunnali, ha un profilo della spalla che aiuta molto a scendere in piega. La prima si fa "buttare dentro" con molta fluidità, tanto che se si fanno dei dritti è per colpa della posteriore che si blocca. Il peso di 183 kg non si fa sentire. Si sentono spesso critiche per il peso, ma oggi si è un po' viziati. La mia vecchia GPZ900R pesava 230 Kg, e nessuno se ne è mai lamentato (a quei tempi).
Pur caricata sull'avantreno la penna è garantita ad ogni uscita di curva, se il fondo è asciutto, altrimenti grandi derapate.
Città: In città la moto non affatica. Il motore gira bene anche sotto i tremila giri, e il raggio di sterzata, non proprio da moto turistica, è accettabile. Trovo un po' affaticante la frizione, un po' dura da azionare così ripetutamente. In estate la moto scalda molto, ma questa è una sua caratteristica fisiologica.

Motore: Il quattro cilindri di questa moto come già detto è l'evoluzione di un classico, che ha nella potenza, nella godibilità, nell'allungo, e perché no, anche nel suono, sia di scarico che di aspirazione, le sue migliori qualità
Potenza max: La potenza è di 144 cavalli. Per me ne basterebbe anche qualcuno meno, visto che l'utilizzo è solo stradale.
Tiro ai bassi regimi: Sotto i tremila si può usare. Fino a settemila si può usare in monomarcia. Da ottomila e cinquecento mi sembra di essere su un aereo, allunga fin oltre i dodicimila e cinquecento.
Dolcezza nell'apri/chiudi: Non ha stiking, ma bisogna personalizzarsi il gioco del comando acceleratore. Chiaro che in curva la potenza a disposizione, e soprattutto il tiro del motore, si fanno sentire. Io curo molto la regolazione della tensione catena che mi è indispensabile nelle staccate cattive.
Efficienza avviamento: A caldo non ci sono problmi. A freddo bisogna conoscerla. Occorre utilizzare lo starter, poi disinserirlo in fretta, e tenerla a 1500/2000 giri fin quando raggiunge i 50 gradi di temperatura acqua. Pochi minuti.
Velocità max: Raggiunge i 287 Kmh. Non occorre un gran lancio (i 400 metri venngono dati con uscita a 225 Kmh). Nelle giornate con bassa temperatura, guadagnando qualche cavallo, sembra andare ben oltre.

Consumo benzina: Il consumo è accettabile, ma varia moltissimo con il tipo di percorso. In salita/discesa con tornanti, ogni spalancata è un bicchiere di super che se ne va, ma tutti gli sport bikers sanno che l'aggettivo "accettabile" è relativo. Si misura in piacere di guida, e non con i numeri, il consumo di una moto, perchè la moto non è un mezzo di trasporto...

Consumo olio: Minimo.

Telaistica: Per un uso stradale il telaio è eccezionale. Personalmente non sono in grado di capire se l'irrigidimento del modello 2002 sia stato così necessario. Bisognerebbe essere manici veri. Comunque infonde sicurezza; la moto permette di entrare in curva "pinzati" senza scomporsi o sottosterzare.

Peso: 183 Kg. Per un vecchietto come me è una superleggera. Anche nelle manovre da fermo non crea problemi. Apprezzo molto le due maniglie laterali posteriori, che nella versione più recente sono state eliminate; comode anche per l'utilizzo di un cavalletto e per farci passare un elastico..

Freni: Modulabili, cosa molto importante. Per il mio modo di guidare molto efficenti. Uso molto il posteriore, specie nei percorsi tortuosi per avere la mano destra libera e anche sul bagnato in curva per controllare la potenza o tenerla in coppia con una marcia più alta del dovuto.

Frizione: A mio avviso un po' dura da azionare, ma è comprensibile data la potenza da gestire.

Cambio: Non riscontro difetti. La prima entra bene, senza rumorosità eccessiva. A volte c'è un impuntamento tra seconda e terza.

Molle e ammortizzatori: Nulla da ridire, anzi. Non sono ancora riuscito a trovare la miglior regolazione del precarico. Sugli asfalti che percorro abitualmente la moto è sensibile alle asperità (e ai tombini, buche, dislivelli) in modo non preoccupante, ma che vorrei diminuire.

Gomme: Ho una gommatura mista (qualcuno si scandalizzerà). Dunlpo SP 208 all'anteriore: termica e va in piega da sola. Pirelli Dragon Supercorsa al posteriore: progressive, guidabili anche sull'umido a patto di tenere la moto dritta (poco inclinata), ma si raffreddano in fretta (ricordarselo dopo aver fatto la sosta caffè).

Uso prevalente: Quotidiano/ufficio/città. D'estate fuori porta montagna quasi tutti i pomeriggi. Medio raggio fine settimana. Da fine marzo a metà dicembre.

Chilometri percorsi all'anno: 12/13.000

Autonomia fisica permessa dal mezzo: I trecento Km filati si fanno senza problemi. Oltre tutti d'un fiato non ho provato. Il tipo di percorso influisce molto. Penso che in autostrada o superstrada si possano percorrere anche cinque/seicento km, come con una sport-tourer, fermandosi solo per i rifornimenti.

Cosa mi piace di più della moto?
Estetica, tiro del motore, sensazione super-bike, sound, guida. Appartenenza alla marca. Gusto tecnico del possesso.

Cosa mi piace di meno?
Direi niente, a parte la mancanza dell'indicatore livello carburante e della regolazione leva frizione.

Possibilità di portare bagagli: Ho visto moto come la mia con bauletti dedicati e borse serbatoio.

Difetti e guasti: Nessuno.

Modifiche, accessori e parti speciali: Equilibratori manubrio e nottolini cavalletto in ergal.

Cosa aggiungeresti all'intervista per far capire meglio come va la moto?: E' un'ottima moto, con molta sostanza d'utilizzo; nel senso che se non si deve scendere in pista è meglio della ZX10R, o moto simili. Insomma, i cavalli fanno impressione più sulla carta che in sella, se si usa la testa.

Commento finale: Da appassionato Kawasaki penso che sia insostituibile, o affiancabile...da una 636 magari, ma non so se ne vale la pena...

Giampi

© MotoMotivo