Suzuki DR 650 RSE 1991

Modello:Suzuki DR 650 RSE del 1991
da quando: 2003

Motivo della scelta: dovendo conseguire la patente A senza limitazioni, ho cercato un enduro stradale economico per farmi la mano. E in effetti, domata la docilissima Suzuki, non ho avuto alcun problema.

Trattamento in concessionaria: l'ho comprata da privato. Sarei stato il terzo proprietario ma i due precedenti si conoscono, mi è stato fatto un buon prezzo e la moto era tenuta a regola d'arte. Vista e presa.

Motociclista dal: 2002

Moto precedenti: non li ho posseduti, ma ho guidato scooter Aprilia Leonardo 125 e Galera RC 600

Prossima moto: una stradale da turismo

Qualità: ottima. I comandi sono intuitivi e a portata di dita. La strumentazione è spartana, ma in linea con la filosofia enduro classica (la versione RSE deriva dalla mitica DR). Le plastiche esposte (manopole, soffietti delle sospensioni, gomma leva del cambio) dopo 40mila km percorsi con ogni condizione meteorologica si sono comprensibilmente consumati. Direi che è un risultato più che buono, tenuto conto che i display di tachimetro e contagiri sono in ottime condizioni, seppure sottoposti alla stessa usura. Cavi freni (originali), specchietti, faro e plexiglass sono ancora perfetti. Stesso dicasi per indicatori di direzione, silenziatori e dischi freni (quasi nuovi).
Estetica: è senza dubbio la più bella fra le vecchie mono "da deserto". Il cupolino ha un bellissimo design "stradale" anni '90, le grafiche sono sobrie, azzeccate e robuste. In particolare quelle del modello bianco e blu, che possiedo. Il parafango a filo ruota è elegante ed evita il galleggiamento dell'avantreno in velocità. Nell'insieme ha un aspetto massiccio e solido ma dinamico. Davvero soddisfacente.
Affidabilità: eccellente. Ha bisogno esclusivamente della manutenzione ordinaria. A freddo, aprendo l'aria, si avvia senza particolari problemi. A caldo basta una pressione sul pulsante dello starter.

Posizione di guida: molto comoda. Busto eretto, postura naturale, braccia leggermente flesse. Ci si trova in alto, si domina la strada e il manubrio largo e alla giusta altezza permette di affaticare le spalle al minimo. Nei rettilinei a bassa velocità (50/60 km/h) si prova un tale comfort che si rischia di addormentarsi. La sella è correttamente dimensionata ed essendo poco inclinata permette di arretrare o avanzare a piacimento. Le pedane sono ad una distanza adeguata (ho le gambe davvero molto lunghe e suppongo che un pilota più "corto" si troverebbe ancora meglio) e dentellate in metallo: assicurano la presa anche in caso di fango e/o guida in piedi. Ben dimensionate le leve di cambio e freno posteriore (io devo manovrare un po', ma calzo 45 emmezzo). Molto buona la posizione del cavalletto: dopo averci "preso il piede" si abbassa ad occhi chiusi stando in sella.
Uso sportivo: non è indicata per una fruizione sportiva.
Uso turistico: se non si ha fretta di arrivare e ci si accontenta di una scarsa protezione aerodinamica, è perfetta. Arriva dove una stradale non potrà mai, senza la scomodità di una fuoristrada pura.

Comportamento in strada:
Pista: nemmeno a parlarne.
Autostrada: meglio evitarla. Il problema non è tanto la Suzuki quanto il traffico attorno. A 130 km/h si va tranquillissimi in quinta marcia, ma non si ha gas sufficiente per sorpassare con tranquillità e nonostante il peso discreto gli spostamenti d'aria si fanno sentire per via del baricentro relativamente alto. I freni, adeguati al modello di moto, non sono all'altezza di eventuali arresti d'emergenza. Per finire, il cupolino originale (così bello che non l'ho deturpato con un plexiglass maggiorato) oltre gli 80 km/h lascia scoperto il casco alla forza dell'aria.
Statale: se la cava piuttosto bene. L'agilità migliora a velocità medio-alte e il manubrio largo infonde sicurezza.
Collina: il suo terreno ideale. Bisogna lavorare col cambio per rimanere nel range di giri migliore, ma la facilità di guida ripaga la fatica con la possibilità di tenere medie decenti nonostante la potenza relativamente ridotta. Tende a sovrasterzare quindi bisogna prestare attenzione nelle uscite di curva (non è fatta per inchiodate da motogp). In più la posizione di guida permette la vista del panorama senza eccessive paranoie.
Montagna: per il momento non mi ci sono ancora avventurato.
Fuoristrada: sugli ampi sterrati va alla grande. Nei passaggi stretti si soffre il peso da stradale, ma rimane sempre manovrabile. E il motore ha potenza sufficiente per cavarsela ovunque (fatti salvi i campi da trial). Molto dipende dalle gomme, specie in condizioni di bagnato.
Città: ottima. Non ha l'agilità di uno scooter nel divincolarsi fra le auto in coda, ma se c'è lo spazio è molto più veloce. Inoltre è molto più stabile e l'altezza garantisce una visibilità a livello di Range Rover. Ai semafori, nonostante sia un enduro, non c'è auto sotto i 180 cv che ti possa stare dietro, in partenza. Volendo, s'intende. Tombini, rotaie, lavori in corso? Le sospensioni cancellano tutto. Le ruote di grande diametro evitano anche l'inconveniente delle buche (se non sono voragini) e di sicuro parcheggiare sui marciapiedi non è un problema. Da ferma non scalda granchè, tant'è vero che l'ho usata in pieno agosto senza il minimo disagio. Sembra che il raffreddamento aria-olio faccia bene il suo dovere. Gli specchietti sono ampi, squadrati e facilmente regolabili nella posizione migliore: visibilità assicurata.

Motore:
Potenza max: 34 kW equivalenti a 46 cv, a 6500 giri/min. La coppia massima si raggiunge attorno ai 5500 giri/min.
Ha l'impagabile vantaggio di essere arcinoto e relativamente semplice di architettura (è un progetto di vent'anni fa), e la cosa si riflette positivamente sul costo della manodopera, nel caso avesse bisogno di cure del meccanico (raro, ma coi tempi e i prezzi che corrono...)
Tiro ai bassi regimi: non eccezionale. Ai bassi non è molto elastico: essendo un mono va tenuto sopra un certo regime per avere regolarità di erogazione. Diciamo dai 2500 giri/min. in su (da lettura contagiri: eccede del 10-15% circa). Il range ideale di funzionamento è dai 2500 (reali) ai 5500 (lettura). Salendo si avvertono un po' di vibrazioni. Non particolarmente fastidiose, ma dipende dai gusti. In seconda bisogna lavorare dolcemente all'apertura del gas se si vuole evitare che il mono "scalci". A dir la verità, a me piace. Ma per amor d'accelerazione da fermo, cerco di non faglielo fare, se possibile. In città si potrebbe fare tutto in seconda, giocando con gas e frizione.
Dolcezza nell'apri/chiudi: buona. Il freno motore si sente, ma vista la potenza in gioco non imbarazza più di tanto. Mi è capitato spesso di scalare a regimi troppo elevati, ma la ruota posteriore non ha mai fatto scherzi.
Efficienza avviamento: a caldo, ottima. A freddo richiede l'apertura dell'aria e qualche ripetuto tentativo. Poi va fatto scaldare il motore per un paio di minuti, altrimenti si rischiano spegnimenti al minimo.
Velocità max: chiaramente dipende da molti fattori. Approssimativamente, con il solo pilota, è di circa 162 km/h. A 110 km/h si è ad una perfetta velocità di crociera (il motore non si stressa neppure sulle lunghissime percorrenze).

 

Peso: personalmente non l'ho pesata. Online si trovano dati differenti a seconda del modello specifico. L'ipotesi più realistica è di 175/180 kg a secco di benzina.

Freni: dischi da 280 mm all'anteriore, 250 mm al posteriore. Efficienti e modulabili, a patto di usare la moto per le sue caratteristiche: vietato staccare violentemente (si scompone terribilmente l'assetto), e non è male aiutare il disco davanti con il posteriore. Si rimane più stabili. Non ho mai testato la forza necessaria a bloccare, per pura tirchieria: lunga vita alle pastiglie nuove. Chiaramente gli spazi di frenata sono allungati rispetto ad una stradale, ed è un dettaglio che non va mai dimenticato.

Frizione: quella dell'RC fa schifo, questa è leggera (non inesistente), piuttosto modulabile e stacca in alto, così da permettere cambiate veloci. Non ho notato affaticamenti da percorrenza. Non credo la leva sia regolabile. A me va a pennello, soprattutto senza guanti. E' lunga e dritta (non come sulle XT) per cui si può usare con le dita che si preferiscono.

Cambio: ha il difetto del buco fra prima e seconda che è più ampio di quello fra le altre marce (se non si fa attenzione non è raro sfollare) e ha 5 rapporti, dunque lunghi. L'innesto della prima dal neutro è incerto e a volte rumoroso, soprattutto se non si è abituati. Per il resto è perfetto. Duro il giusto, le marce entrano sempre a puntino, la leva ha una corretta escursione e si sente lo scatto (sul piede: non fa rumore). Migliora a caldo, mi pare.

Gomme: da quando ce l'ho a quando la rivenderò (semmai) monterà Metzeler Tourance. Durata: attorno ai 20000 km. Ne mancano ancora taaaanti. Sono prettamente orientati all'asfalto, e duri. D'inverno si sente che il grip non è ottimale (non parliamo di strada bagnata con gomma fredda), ma sono la scelta più economica in assoluto. E sugli sterrati non impegnativi reggono a dovere facendo dimenticare le ragioni del portafogli.

Consumo benzina: ottimo. In "economy run" si raggiungono i 22 km/l. Facendo "gli stupidi" al massimo si toccano i 16 km/l. In città con 10 euro percorro poco più di 170 km prima di entrare in riserva.

Consumo olio: quasi nullo. Si sostituisce ad ogni tagliando e via.

Uso prevalente: la uso prevalentemente in città (tutto l'anno) e per viaggiare (solo nella bella stagione), evitando le autostrade come la peste e anche le grandi statali ove possibile.

Chilometri all'anno: circa 5000 (in città vado in bici)

Autonomia fisica permessa dal mezzo: due componenti da tenere in considerazione. 1) il serbatoio tiene 20 litri, per cui sono almeno 380 km tra un pieno e l'altro (a una media di 90 km/h in extraurbano; 2) trovo la posizione di guida così comoda che le soste sono dettate da necessità extra-motociclistiche (salto ai servizi, sguardo al panorama, foto, telefonate).
Direi che si possono fare, in un giorno, senza problemi (con un minimo d'allenamento), 600 e passa km stando in sella 6/7 ore intervallate dalla sosta al benzinaio. Personalmente ho fatto un percorso di 800 km in due giorni (11-12 ore totali di moto).

 

 

Cosa mi piace di più della moto?
Economicità d'uso&manutenzione da record. Facilità di guida e comodità. Robustezza. Autonomia.

Cosa mi piace di meno?
Manca la spia della riserva, il manuale d'uso e manutenzione (in Suzuki non l'hanno più) e la protezione aerodinamica è scarsa (d'inverno i piedi gelano, senza accorgimenti ad hoc).

Il punto di vista del Passeggero: ho fatto da passeggero per brevi tragitti e l'ho trovata molto vivibile, nonostante abbia le gambe davvero lunghe. Ho portato senza problemi (loro) un paio di passeggeri extra-large (uno da 1 e 90 per 100 chili) e ci si stava senza fatica. Col passeggero da 1 e 70 è come in auto: se lui sta indietro e tu avanti, sulla sella, non ti accorgeresti nemmeno di averlo, se non fosse per l'appesantimento delle manovre a bassissima velocità. Le due maniglie ai lati del portapacchi sono ampie e comode. I poggiapiedi ad una buona distanza e rivestiti in gomma (abbattimento vibrazioni).

Possibilità di portare bagagli: buona. L'ho comprata con il solo bauletto e per risparmiare non ho fatto montare le borse laterali. Sui lunghi percorsi viaggio con uno zaino da 80 litri sulle spalle e lascio nel Nonfango le cose più pesanti (acqua, cibo, scarpe, catena antifurto) e le carte stradali. Chiaramente il passeggero in questa configurazione è escluso ma la comodità è assicurata (e si evita di caricare eccessivamente il retrotreno alleggerendo di conseguenza l'avantreno). Il precedente proprietario ci andava tranquillamente in gita con moglie e valige.

Difetti e guasti: trasuda olio. Lasciandola ferma in box si trova sempre qualche macchia sul pavimento il giorno dopo ogni uscita. La quantità è però trascurabile.
Le lancette degli strumenti ballano, ad alta velocità. La cosa che eventualmente salva i punti della patente è l'ampio margine di errore: a 130 indicati si è circa a 120-122. E non fa mai male.
Vibra, come tutti i mono. Forse su lunghe percorrenze in prossimità della velocità massima la cosa può pesare. Ma non ci sono mai arrivato né intendo farlo, anche per ragioni di sicurezza. Ad ogni modo le manopole non ne sono praticamente mai interessate: è un problema delle gambe, più che altro.
Sottoposti alle vibrazioni e alla spinta dell'aria alle alte velocità gli specchietti si spostano. Per fortuna sono facilmente regolabili, a mano. Per lo stesso motivo si è allentanto un bullone che ferma l'indicatore di direzione sinistro.

Guasti: nessuno.

Data l'affidabilità sarebbe bello poterla tagliandare ogni 10mila km anziché 6mila, ma non si può avere tuttoÉ

Modifiche, accessori e parti speciali: nessuna.

Note sul pilota: 1 e 85, gambe chilometriche, 80 kg, novellino curioso. Tirchio e badante alla sostanza.

Stile di guida: tranquillo nel traffico e in situazioni meteorologiche sfavorevoli, tendente all'apertura quando si può.

Cosa aggiungeresti all'intervista per far capire meglio come va la moto?: il paragone con altre moto della stessa categoria di cui si ha esperienza. Nel mio caso, la Gilera RC 600, più leggera e potente, ma... più fragile (plastiche e componenti), manubrio più stretto e alto (scomodo), cambio impreciso, frizione orrenda, specchietti regolabili solo attorno all'asse verticale...

Commento finale: semplice, economica, facile da guidare e all-terrain. Un modello vecchio ma valido, insuperato per certe caratteristiche (con i suoi 20 litri ha di serie il serbatoio più capiente fra tutti i mono in commercio: solo la Ktm Adventure fa meglio -ma costa parecchio e richiede manutenzione molto più scrupolosa- l'Aprilia Pegaso? ... be', sì, anche, ma ha tanti e tali difetti che come "mulo" non fa testo) e anche bello esteticamente. Una moto vera ma dalle prestazioni "umane", e molto comoda, anche in coppia. Versatile al massimo, si trova bene in città come nei lunghi viaggi. Se la venderò sarà esclusivamente per non poter mantenere due moto, perché ne sono davvero soddisfatto: vale più di quello che costa (dal '91 al '94 le quotazioni variano fra i 1200 e i 1900 euro: il prezzo di una buona bicicletta da corsa).

Mello

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