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Modello: Suzuki GSF 400 Bandit
da quando: dal 2000
Motivo della scelta: me ne sono innamorato quando
da sedicenne la viti per la prima volta su una rivista del
settore e poi la potei apprezzare da concessionario. Non so
cosa mi portasse a scegliere una moto naked quando il
settore sfornava e promuoveva vere e proprie bombe pronto
pista. Fu amore a prima vista. Ora posso dire che oltre alla
bellezza esteriore sono molto contento per i costi di
esercizio veramente bassi e per prestazioni adeguate al
genere di moto.
Trattamento in concessionaria: acquistata usata da
privato; tagliandi regolari concessionario Suzuki (uno
all'anno) oltre ad interventi su meccanica e ciclistica,
sempre trovato molto bene (credo dipenda anche dalla
gentilezza del concessionario).
Costo tagliandi: non saprei dire, visto che
prendevo l'occasione per fare sostituzioni (trasmissione,
gomme, disco posteriore); comunque direi molto bassi,
è una moto che tenuta bene non fa scialacquare lo
stipendio.
Motociclista dal: da quando sono nato, 08/08/1976
Moto precedenti: Cagiva Mito
Prossima moto: mi tenta molto la nuova
Buell...vedremo...! Comunque questa non la vendo!
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Qualità: Adeguata al genere di moto, le
plastiche sono di buona fattura e anche le decalcomanie
risultano essere adeguate alla spesa, non si è certo
risparmiato su colori visto gli strati di vernice e il
trasparente. Parlando di un progetto della fine degli anni
ottanta la qualità di ciclistica e motore è
adeguata. La prima aiutata da un telaio in acciaio stabile e
robusto, resistente anche a ripetute scivolate e a qualche
botta di troppo, potrebbe ospitare benissimo un motore di
potenza superiore; la seconda da un'unità derivata
dal più grande seicento, brioso e sicuro.
Estetica: molto bella, non potrei dire altro.
Parlando obbiettivamente direi che precorse i tempi e le
mode, quindi molto accattivante anche ai giorni nostri. Una
linea filante, forse un po' seduta a causa dell'altezza non
proprio da primato, ma comunque piacevole.
Affidabilità: buona, naturalmente dipende
molto anche dallo stile di guida e dall'amore del
proprietario. Se ben tenuta può passare
tranquillamente il decennio di età senza sentirlo e
percorrere distanze da migliore BMW! Ricordiamo che ha un
motore che gira molto alto, quindi evitare sfollate e tirate
a limitatore può prolungare l'efficienza.
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Posizione di guida:
Uso sportivo: manubrio alto e pedane avanzate non
danno un grande aiuto, anche se vengono utili su percorsi
misti e ricchi di curve; il reparto sospensioni, un po'
soft, può mettere in crisi l'assetto, abituandosi si
riconoscono limiti e peculiarità sfruttando a pieno
le doti ciclistiche. Predilige una guida fluida non troppo
nervosa. Non disdegna, comunque, i repentini cambi di
direzione dove da atto della sua agilità.
Uso turistico: comoda, la sella bassa favorisce
l'appoggio di entrambe i piedi a tutti, il manubrio alto e
distanziato offre un controllo ottimale in ogni situazione.
Anche in due mantiene prestazioni di rilievo, anche se il
reparto freni ne risente, con spazi di arresto più
lunghi. Il carico di bagagli preclude al una guida briosa,
se poi si ha anche la compagna allora è meglio
viaggiare tranquilli senza chiede troppo ad un motore
comunque generoso.
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Comportamento in strada:
Pista: da escludere! Troppo soft le sospensioni!
Si andrebbe subito in crisi e poi non ha abbastanza
cavalleria.
Autostrada: La mancanza di un cupolino pregiudica
le lunghe tratte autostradali, si tengono comunque medie di
130/140 km/h senza affaticare collo e spalle. Accusa il
vento laterale, soprattutto in fase di sorpasso a camion o
lungo viadotti esposti a raffiche imputabile sempre alle
sospensioni, quindi occhio e non cercare di strafare.
Statale: adeguata, anche se non è il suo
terreno riesce a far togliere qualche soddisfazione
Collina: il suo terreno, le salite non
impegnative non mettono alla corda la cavalleria, libera di
sfruttare tutto il suo range regala sensazioni piacevoli. Se
poi la strada è una continua curva riesce a tener
testa a moto ben più potenti e blasonate. Bisogna
curare molto lo stile, niente apri e chiudi irruenti,
lasciare girare il motore costante con una progressione
continua sfruttando tutto l'arco tra 9000 e 14000
giri.
Montagna: piacevole, non esuberante a causa della
potenza non elevata, nel compenso si lascia portare
fruttando il tiro ai medi regimi senza esagerare per non
affaticare troppo il motore.
Città: buon comportamento, grazie alla sua
agilità si districa molto bene tra le colonne di
macchine (anche grazie ad ingombri contenuti). Bastano le
prime tre marce, a volte si usa come un monomarca, ci si
mantiene in seconda e via (evitiamolo per troppo tempo...non
è uno scooter!)
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Motore:
Potenza max: siamo intorno ai 56 CV, anche se i
modelli di importazione parallela dal Giappone arrivano
anche a 60 CV
Tiro ai bassi regimi: regolare, è un
motore che gira alto, quindi non pensiamoci livelli da
bicilindrico, tranne un buco attorno ai 4000 giri risulta
essere docile e progressivo per poi esplodere passati i
10000 giri. Si può ovviare cercando il kit di
carburazione proposto da Dynojet.
Dolcezza nell'apri/chiudi: nessun problema, se
escludiamo il buco sopra citato, risulta essere progressivo
e senza strattoni, adatto a tutti dal neofita al manico
esperto.
Efficienza avviamento: parte sempre, al primo
colpo con un rombo inconfondibile, da evitare le gelate e le
lunghe docce... ma questo è comune un po' a tutte le
naked
Velocità max: 200 effettivi da solo,
qualcosa in meno in coppia, direi attorno ai 180 (non ci si
può spalmare sul serbatoio)
Peso: dovremmo essere attorno ai 160 Kg
Freni: adeguati alle prestazioni generali e
all'uso della moto, sinceramente il doppio disco anteriore
porterebbe una modulabilità e potenza maggiore (le
versioni per il mercato giapponese hanno il doppio disco)
rispetto al singolo da 320 mm di serie. L'anteriore tende a
bloccare se provvisto di pastiglie Brembo, le Braking
risultano più modulari.
Frizione: leggera, morbida e modulabile
Cambio: gli innesti sono precisi, difficilmente si
saltano marce se non per la troppa irruenza. Da azionare in
modo dolce, non affannatevi nella cambiata. A volte si
fatica a trovare la folle.
Gomme: le misure sono generose, 110/70
all'anteriore e 150/70 al posteriore. Garantiscono un ottimo
grip e feeling. Dipende molto anche dal tipo di gomma
scelta, ottime sono le Pirelli Dragon GTS, sia come feeling
che come durata.
Consumo benzina: si attesta attorno ai 18 Km/litro
nel misto, aumenta se si gira molto alto.
Consumo olio: nella norma, non servono mai
rabbocchi tra un tagliando e l'altro
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Uso prevalente:
Uso la moto tutto l'anno, tempo permettendo.
Abitualmente giro per le mie zone, ricche di provinciali e
strade extraurbane lontane da centri fortemente abitati,
l'ideale per questo genere di moto. Non manca la capatina in
autostrada o in città, comunque poco frequente.
Chilometri all'anno: mediamente attorno a
6000-7000 km/anno
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Autonomia fisica permessa dal mezzo:
Siamo attorno ai 270 km in media mettendo in preventivo
qualche tiratina ma si può arrivare anche a 300 km.
Ricordo che il serbatoio ospita 16 litri.
Per il pilota si può tranquillamente finire il
serbatoio e non si è stanchi; in due conviene
fermarsi ogni tanto... non per il pilota quanto per la dolce
compagna.
Cosa mi piace di più della moto?
La semplicità, niente cose tecnologiche, solo il
piacere di andare in moto. Ricorda un po' le cafè
racer anni sessanta e settanta, niente elettronica a
complicare la vita, basta il feeling del pilota.
Cosa mi piace di meno?
Alcune finiture potevano essere migliori; una taratura
più sportiva delle sospensioni.
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Il punto di vista del Passeggero:
Per niente scomoda, non è un salotto, ma neanche
uno strapuntino. Non disdegna lunghe percorrenze se
intervallate da qualche sosta. L'imbottitura è
adeguata e la posizione poco sollevata rispetto al pilota
non lascia alla mercé del vento. Servirebbe un
appiglio più confortevole, magari un comodo
maniglione per le mani; la fascia di serie è scomoda
e difficilmente utilizzabile.
Possibilità di portare bagagli:
Si possono montare porta bauletto e valige senza
problemi, anche il "ragno" è facilmente applicabile.
Le valige da serbatoio stanno benissimo e si montano senza
problemi.
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Difetti e guasti:
A parte le sospensioni e qualche finitura migliorabile,
non risulta facile l'accesso al motore per i controlli
abituali, troppe viti da togliere e spazi angusti dove
infilare le mani. L'impianto elettrico è troppo
esposto alle intemperie e risulta essere, per questo,
fragile; da controllare spesso. L'altezza sella preclude un
utilizzo ottimale da parte di persone con altezza superiore
a 175 cm, le pedane sono troppo avanzate per una guida
sportiva. A parte qualche lampadina bruciata non ho avuto
guasti importanti.
Modifiche, accessori e parti speciali:
porta targa e sottocodone rifatto, in alluminio, su
progetto personale. Frecce carbon look. Cupolino sportivo.
Pedane pilota, modello racing. Scarico completo Arrow racing
(ora monto il terminale Sito omologato euro 2 causa rischio
multe). Colorazione personalizzata. Lucidatura varie parti
metalliche. Manubrio basso (ace-bar), anche se ora sono
tornato al suo originale.
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Note sul pilota:
Un vero mattacchione, rispettoso degli altri,
motociclisti e non; non fatelo incavolare... Potrebbe
sverniciarvi a dovere.
Stile di guida:
Sportivo, anche se non disdegno le passeggiate
tranquille con compagna.
Se siete indecisi su cosa comprare (rigorosamente usato
visto che non viene importato più in Italia e
l'importazione parallela ha, come contro, costi che fanno
desistere) o se siete alle prime armi fate un pensierino,
non solo per il portafoglio ma anche per le emozioni che sa
regalare il "piccolo bandito"...
Davide "Madpex" Pagani
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