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Modello: SV1000S
da quando in possesso: Luglio 2004.
Motivo della scelta: una bella mille nuova a 7.200 Euro.
Trattamento in concessionaria: cordiali ma asettici, mi hanno trasmesso le stesse emozioni che provo quando acquisto un detersivo per piatti.
Costo tagliandi: buono, non c'è la necessità di aprire un mutuo prima casa.
Note sul pilota:
Motociclista dal: 1983
Moto precedenti: Gilera NGR250; Suzuki
GSXR1100J-1988 e K-1989; Kawasaki 750Turbo; Yamaha FZR1000
Ex-UP 1992; Kawasaki GPz750 Uni Trak; Honda CBR600F
1994.
Prossima moto: BMW R1100S Replika, se si
troverà ancora, da affiancare all'attuale.
Stile di guida: veloce senza sconfinare in
atteggiamenti terroristici. Ho il massimo rispetto per i
mezzi che guido; quindi niente tirate al limitatore,
impennate che non siano di progressione o quant'altro mi
dimezzi la vita del motociclo. Di potenza ce n'è
sempre a sufficienza, per cui sono diventato paranoico per
quello che riguarda tutto quanto va sotto la voce assetto,
che per farla breve si traduce nel piacere di cavalcare una
moto. Prediligo i percorsi dove emergono pulizia di guida,
precisione e interpretazione della traiettoria
(rigorosamente nella propria corsia). Odio quelli che fanno
i centoquaranta nei centri abitati per riprenderti, ma tutto
sommato ti danno una bella soddisfazione.
La Moto in generale:
Qualità: costruita con cura, vale più dei soldi spesi. Un inno alla lega d'alluminio, cadute di stile non ce ne sono. I silenziatori poi, sono un'opera d'arte.
Estetica: soggettiva, a me non esalta (cupolino troppo R1-R6-Fazer, ecc.); anche la prima GSXR1100 non era propriamente una miss, ma la riconoscevi tra centinaia. Questa non se la fila nessuno: la classica ragazza semplice e carina.
Affidabilità: sembra che alcuni esemplari soffrano eccessiva rumorosità nell'area albero motore-bielle; fino ad ora non è emerso nulla, ma 1.900 km sono un po' pochi...
Posizione di guida:
Uso sportivo: bah, mi chiedo sempre se ci sia qualcosa di più scomodo. Comunque questa è, checché se ne dica, una moto sportiva: il triangolo ergonomico è rispettato.
Uso turistico: come direbbe qualcuno, non c'azzecca per niente. Non male la quota tra sella e pedane, sono i semimanubri che ti spaccano i polsi.
Comportamento in strada:
Pista: mai provata. Mi diletto con un vecchio
CBR900 molto vissuto.
Autostrada: per me rimane il posto più
pericoloso dove portare una moto (più che la moto, il
conducente). Quindi niet!
Statale: ottima, basta inserire la quinta e
giocherellare con il gas. Le soddisfazioni più grandi
si ottengono lasciandola scorrere, senza forzare.
Collina: come la montagna.
Montagna: è più che sufficiente
per stare in compagnia delle debordanti mille
centocinquantacavalli - centottantachili e le sculettanti
600: non ha i problemi di iperspazio in uscita di curva
delle prime e l'ansia della coppia a tredicimila delle
seconde. Però più si avvicina il limite, meno
diventa accondiscendente: non ha l'immediatezza di una
CBR600 per esempio. In uscita di curva, se si apre con
decisione, tende al sottosterzo; questo lascia un po'
l'amaro in bocca perché non è il giusto
completamento di un ingresso in curva solido e di una
percorrenza senza sbavature. Quindi si eccede con il lavoro
sulle pedane per indirizzare il naso lungo la linea ideale.
Alcuni siti inglesi dichiarano che sfilando gli steli di
5-8mm si ottengono risultati miracolosi; non ho ancora
provato, vedremo, anche perché non mi vorrei trovare
su una biscia inbizzarrita nelle curve medio veloci.
Fuoristrada: al primo dritto, mi prenderò il disturbo di raccontarvelo.
Città: docilissima, si fanno le inversioni a U senza appoggiare il piede a terra. Ha un'invidiabile equilibrio alle bassissime velocità, bastano i 5 km/h tachimetrici per procedere. Peccato, come detto, per la posizione di guida.
Motore:
Potenza max: siamo onesti, su strada sarebbero
già sufficienti i cavalli della versione 650.
Incredibile come venga scaricata la coppia a terra.
Tiro ai bassi regimi: favoloso, però ve
lo dice uno che viene da una nidiata di 4 cilindri. In ogni
caso, deciso e mai invasivo.
Dolcezza nell'apri/chiudi: eccellente
sull'asciutto, un po' meno sul bagnato, dove non è
difficile perdere l'aderenza al retrotreno. Spettacolo
garantito se vi va di sorpassare un'auto sul dritto...
Efficienza avviamento: commovente, ma forse lo
sono tutte le moto con l'iniezione. Anche la cara giurassica
750Turbo era un portento, da questo punto di vista,
s'intende.
Velocità max: è l'ultimo dato
che guardo in una scheda tecnica. Mai provata, non mi
interessa e direi che passare i 150 su strada aperta sia
già ben oltre le righe (vabbè, chi è
senza peccato...).
Consumo benzina: buono, i 13-14 km per litro
sono sempre a portata di mano; al piccolo trotto i 18 sono
accessibilissimi. Ma scusate, chi compra la moto
perché consuma poco? Però mi piacerebbero quei
due tre litri in più di capienza serbatoio.
Consumo olio: insignificante.
Telaistica:
Peso: buono per un mezzo stradale, con un
reggisella che non si piega caricando il passeggero, un
telaio che dà la giusta piattaforma alle sospensioni
e con due silenziatori stupendi.
Freni: eccellenti, sia per potenza che per
modulabilità.
Frizione: un capolavoro, sia per la
progressività di intervento che per carico sulla
leva. L'antisaltellamento ce l'hanno oramai anche le 600
quattro cilindri, qui mi sembra svolga decorosamente il suo
lavoro.
Cambio: la storia dice che i cambi Suzuki
siano i migliori; questo è buono, con innesti precisi
anche con richieste sportive, ma non mi sembra il top (che
ci sia bisogno di ancora un po' di rodaggio?). Comunque
finora nessun tradimento, sfollate o mancati agganci.
Molle e ammortizzatori: ottima la scelta di
una forcella convenzionale, dotata come il mono di tutte le
regolazioni possibili. Dei due l'avantreno mi sembra
più a punto, ho l'impressione che l'ammortizzatore
sia poco sensibile alle regolazioni sull'idraulica. Utilizzo
tarature vicine a quelle di serie, con alcune variazioni
sensibili sulle estensioni.
Gomme: Le Michelin di serie vanno rapidamente in temperatura, hanno un buon grip e la decenza di avvisarti prima di chiamare il 118. Ho notato un'incoerenza tra il profilo del pneumatico anteriore e quello del posteriore: a triangolo il primo, troppo piatto il secondo. Questo costringe a tenere ben dritte le antenne quando ci si avvicina al limite, perchè per sfruttare bene l'anteriore bisogna spingere in modo assolutamente poco instintivo sul semimanubrio interno alla svolta, accentuando la piega mentre il posteriore è, o almeno sembra, sull'ultimo millimetro di spalla. In ogni caso si arriva a pelare le pedane e questa moto ha un'ottima luce a terra.
Uso prevalente: strade collinari e di montagna, con ritmo piuttosto allegro. La SV è assicurata tutto l'anno, ma Dicembre e Gennaio è periodo di letargo: adesso se ne sta sotto ad una bella coperta di cotone.
Chilometri percorsi all'anno: se arrivo a 4000 è un miracolo.
Autonomia fisica permessa dal mezzo: dopo un'ora il rischio di perdere per sempre la sensibilità alla natiche è reale. Ma intanto vi lasciano prima i palmi delle mani e/o i polsi. Le vibrazioni sono fastidiose dai 4000 in su, cioé sempre.
Cosa mi piace di più della moto? La guida, il carattere e il suono del V2, la cura con la quale è stata costruita.
Cosa mi piace di meno? La sella, tra questa e una panchina del parco non vi è alcuna differenza. Da buttare nella Fossa delle Marianne l'imbottitura (imbottitura?).
Il punto di vista del Passeggero: caricate un'anfora piena di terra, legatela alla moto e ditemi dopo 400m se non vi viene voglia di tornare subito a casa.
Possibilità di portare bagagli: scarsa, forse una piccola borsa da serbatoio. Ma in Germania ho visto cose che voi umani non immaginate neppure.
Difetti e guasti: ho perso una vite del cupolino che il concessionario non mi ha rimpiazzato perché non avevo il campione... sic! Per fortuna sono le stesse di vent'anni fa (prelevata da una GSX750ES).
Modifiche, accessori e parti speciali: nulla, forse più avanti qualcosa per l'ammortizzatore.
Cosa aggiungeresti all'intervista per far capire meglio come va la moto? Strano mercato quello italiano. Alla TL-S venne affibbiata la fama di ammazzacristiani; la TL-R era potentissima e incazzatissima, ma sai, non è una Ducati, ci devo fare la Superbike. Poi esce la SV1000: troppo elegante, poco potente, un po' sport tourer. Scherziamo? Abbiamo bisogno di moto da domare, noi. Eccetera eccetera.
Ecco, la SV è la somma di quello che le TL non hanno mai potuto essere: precisa e leggera. Anche se comunque vi consiglio di provarle le due vecchiette (la S e la R) e scoprirete che poi non sono quei bidoni che hanno sempre voluto farci credere.
Commento finale: davanti al bar non la degna di uno sguardo neppure il cane che sta cercando uno pneumatico da timbrare. Come sport tourer vibra troppo ed è scomoda. Non è assolutamente intuitiva quando la si porta vicino al limite e non ha i cavalli di una R1. Però non è racchia, ha carattere, si concede poco a poco e non ti frega mai. Finalmente una giapponese, con i suoi difetti, che non ti stanca dopo quattro kilometri perché hai già capito tutto. Mi piace e me la tengo: la compagna di banco che non hai mai considerato.
Massimo
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