SUZUKI Bandit 600
Test Lunga Durata di Giuseppe Matteacci
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Aprire il box il sabato mattina e trovare il Bandit tutto pulito (durante la settimana), e pronto a farsi una bella galoppata è sempre una emozione. La linea è bellissima, così come le finiture perfette, e la linea dei barilotti della strumentazione cromati, come il faro, che danno quell'immortalità che anche HIGLANDER troverebbe pericolosa, fino al taglio del faro con la spada durante la battaglia finale. Il Bandit è una moto particolare. Con tutti quei CV che mancano, vedrai proprietari di SV e HORNET sconvolti per il fatto che non esci con la facilità che si aspettavano dai loro specchietti. Certo che quel pignone, e quel misero dentino, hanno fatto un miracolo, ed ora con le marce più corte è una bella soddisfazione tirare la moto a 240 KM\H indicati, a 12000 giri.
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Bella, veramente bella la BANDIT.
Sarà che dopo 4 enduro è la prima stradale.
Sarà che dopo 17 anni è il vero salto.
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Comoda in due, puoi organizzare con delle belle borse morbide laterali, fissate i 4 punti anziché in 2 come dice GIVI, veramente dei bei weekend, o viaggi fuori dalla tratte autostradali. La moto è pesante, ma in movimento sul misto diventa divertente la sua stabilità, il rigore nella traiettoria, a patto di condurla anche allegramente ma non con irruenza, altrimenti il telaio non rigido si produce in oscillazioni e sbacchettamenti che mai fanno impensierire, ma fanno sorridere pensando a quale sportiva comprerai successivamente. In fondo è una moto scuola eccellente, con la quale ti avvicini alla pratica dello strisciare il cavalletto, e il piede del passeggero (meraviglioso), meno le pedane, che pur decisamente troppo avanzate non creano mai questo tipo di problema in piega. |
E' quel genere di moto che dovresti tenere per la vita, soldi permettendo, e che dovresti affiancare nel tuo garage alle sportive future.
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In città comodissima, maneggevole e sicura, diventa impegnativa in autostrada, solo dopo i 160, grazie al grande lavoro della strumentazione che alleggerisce il carico dal casco. Per le tirate autostradali da solo è indispensabile un cupolino, che fino a 230 km\h ti permette di stare spalmato sul serbatoio a visiera aperta (comodo d'estate nei trasferimenti). Stabile nei curvoni veloci, come disinvolta nel misto stretto dei passi appenninici, l'unico vero grande neo è la frenata; occorre pinzare con decisione, ma il mordente è sempre scarso. Certo, i tubi aeronautici in treccia hanno eliminato il fading che nel misto costringeva a diminuire il ritmo, ma la componentistica evidenzia l'unico punto dove forse SUZUKI ha risparmiato per contenere il prezzo d'acquisto. |
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Già, il prezzo. Eccellente rapporto qualità prezzo, tirando le somme.
La BANDIT si prende un bello smeraldo come giudizio complessivo.
Non fosse che ogni volta che la lasci parcheggiata trovi sempre qualcuno, quando torni, che ci fa un circoletto.
Il diamante..., beh, quello lo regalo al mio stupendo e paziente passeggero.
Giuseppe Matteacci