Suzuki DR 800 S big - 1993
| Intervista on line da Antonio Eugenio | ||
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Moto: Suzuki DR 800 S
Modello: DR 800 S (BIG) Anno: 1993 In possesso da: 2000 Motivo della scelta: Avevo la precedente dr 800 big del 1990, guida affidabile e appagante su molti tracciati cosi' come l'estetica (BMW ha rubato l'idea del becco proprio al 1°DR 750 del'87) e come si suol dire, squadra vincente non si cambia . Moto precedente: DR 800 BIG Prossima moto: CAPONORD etv 1000 Note sul pilota: 15 anni di Patente A3 e circa 150.000 km all'attivo con 3 enduro stradali differenti Stile di guida: Quasi "motardistico" su strada, stacco sempre moderatamente di traverso all'ingresso di curva in scalata e da maratona africana sugli sterrati con interminabili derapate di potenza di 4° :D, ma costantemente sempre molto ma molto attento alle condizioni del traffico, metereologiche, dell'asfalto, del mezzo, alle distanze di sicurezza, invasioni di corsie inaspettate,nonche' stop e precedenze non rispettate da altri utenti della strada. Dunque distrazione zero su strada,mani e piedi sempre impegnati e pronti su freni-frizione-cambio, per far fronte a qualsiasi imprevisto su strada. Trattamento in concessionaria: solo officine suzuki, molti non sanno regolare il gioco valvole e quello della catena di distribuzione. Costo tagliandi: economici in assoluto Qualità: protezione del telaio dalla ruggine soddisfacente, plastiche carena con la tendenza a rigarsi, nel complesso e' una moto robusta. Estetica: La mia ha una livrea nera bianca e viola, originale della casa e abbastanza rara, Nel suo genere una moto davvero molto bella (regge tranquillamente il confronto con l'africa twin) e curata anche nei particolari estetici come la chicca della cornice del cruscotto in alluminio satinato. Affidabilità: Molto buona, tollera bene gli strapazzi della guida e non si ferma mai, ma i carburatori sono un po' delicati nelle ripartenze stagionali, poiche' hanno la tendenza ad intasarsi (ugelli del max e min. e gallegianti bloccati). Posizione di guida: Ottima, gran controllo del mezzo nel misto-stretto, efficace nei trasferimenti extraurbani. Uso sportivo: Molto divertente, una gran coppia ai bassi/medi regimi che ti fionda letteralmente all'uscita di curva ed ottimo freno motore accompagnato da freni modulabili e discretamente potenti per le scalate in derapata all'ingresso di curva. difatti i francesi che l'hanno capito in fretta, modificano ben volentieri questo modello con ruote sospensioni e freni da moto stradale, con risultati nel misto a dir poco MICIDIALI. Uso turistico: l'aerodinamica in questa versione (ho avuto l'800 big precedente) e' molto buona. Anche alla max vel.(180k/h al tachimetro) le gambe sono protette dal vento e non hanno la pericolosa tendenza ad aprirsi (cosa che avveniva regolarmente sulla precedente), il becco aerodinamico (stavolta con telaio metallico interno) carica non poco l'avantreno in velocita' rendendo la moto stabile in velocita' e anche in presenza di vento forte, il cupolino devia bene il flusso aerod. dalle spalle ma e' inefficace per la testa (ma io non faccio testo, sono alto 1,93 m). le sospensioni sono morbide cosi' come la frizione e il cambio (quest'ultimo tranne a caldo), molto meno la sella, ma alla fine le vibrazioni ben presenti a qualunque regime su sella pedane e sterzo (nonostante il controalbero di equilibratura, c'e' ben poco da fare con un mono da 800cc) alla lunga danno piu' che fastidio e rovinano un quadro abbastanza roseo. Pista: solo in versione motard (alla francese) o con gomme e sospensioni specialistiche per tracciati fuoristrada (stile maratona africana). Autostrada: Il problema pricipale restano le vibrazione, tutto il resto non e' male. Statale: uno dei suoi tracciati preferiti, ove si esprime al meglio. Collina: uno dei suoi tracciati preferiti, ove si esprime al meglio. Montagna: uno dei suoi tracciati preferiti, ove si esprime al meglio. Fuoristrada: sulla sabbia soffice ha una buona direzionalita'e la coppia del motore e' l'ideale per evitare gl'insabbiamenti e altre situazioni difficili. Città: Quasi una bicicletta per maneggevolezza, ma ci vuole comunque un discreto fisico per via del baricentro alto e i 200 e passa kg di peso. Potenza max: 60 cv all'albero, e circa 48 cv alla ruota, 6,80 kgm di coppia a 5000 giri/min Tiro ai bassi: la dote migliore (meglio del 1200 gs di un mio amico) Alimentazione: benzina Dolcezza nell'apri-chiudi: ottima davvero Efficienza avviamento: ottima, batteria da manutenzionare stagionalmente Velocità max: circa 180 Km/h Consumi: in autostrada ed extraurbane circa 16 km/l Consumo benzina: Tirando le marce beve (ma appaga nella guida in egual misura) andando a spasso e' piuttosto parca. Consumo olio: discreto d'altro canto e' un mono raffreddato ad olio Frizione: a caldo diventa un po' dura Cambio: vedi frizione. Peso: da fermo si sente, in marcia sembra un mono 600. Sospensione ANT: affonda nell'uso stradale ma in fuoristrada sa incassare dei bei colpi, tipico di questo genere di moto. Sospensione POST: molto buona in tutte le occasioni, niente da segnalare Gomme: mescola e disegno con 60/70% strada e 30/40 fuori Freni: modulabili, ma l'anteriore allunga la corsa se strapazzato e il posteriore blocca presto nei rapidi trasferimenti di carico. Uso prevalente: Città, statali, tangenziali, fuoristrada in estate per svago e turismo Autonomia fisica permessa dal mezzo: 300 km al max. Opinione del passeggero: sella un po' dura (nei lunghi tragitti), calore eccessivo sulla pedana destra proveniente dal silenziatore. Possibilità di carico: e' robustissima, dunque molto elevata. Difetti e guasti: carburatori intasati, qualche trafilaggio d'olio dai paraoli del carter motore (comunque colpa di un eccesso di livello) Modifiche: frecce piccole ant. post. bauletto, protez. serbatoio in spugna, manopole da enduro specialistiche ufo plast Cosa mi piace di più: erogazione lineare e coppia reattiva e corposa ai bassi-medi regimi del motore. Cosa mi piace di meno: vibrazioni Commento finale: l'ho appena data via per necessità, in favore di un qualcosa di più comodo nei trasferimenti autostradali ma non troppo distante dal concetto di "moto d'avventura" che mi ha sempre appassionato. Mi riprometto un giorno non troppo lontano, di riprenderla in onore delle grandi emozioni e soddisfazioni nella guida che mi ha regalato questo mitico modello DAKARIANO in gioventu'. Antonio Eugenio |