Yamaha Fazer 600 2001
Perché ho scelto una moto che in Italia non compra nessuno.
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Dopo 25 anni di sola automobile sono tornato alla moto nel 2000, dapprima con un monocilindrico 250 e, dopo qualche mese di crescente utilizzo, passando all'attuale Fazer 600. La 250 faceva il suo dovere ma, dopo 4500 kilometri sempre "a canna", il bisogno psicofisico di qualche cavallo in più si fa inderogabile e inizia la consultazione degli elenchi delle moto in commercio in Italia e non solo. Scartato l'acquisto all'estero e successiva importazione di qualche strano ma affascinante modello per oggettive problematiche economiche e burocratiche, ci si immerge nella analisi tecnica dei modelli acquistabili dal concessionario sotto casa. |
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Dopo una attenta comparazione di dati tecnici e di prezzi la scelta cade sulla Fazer: non per la potenza, non per la velocità, non per l'estetica ma perché, sfogliando e risfogliando prove su strada, test e articoli sulla stampa specializzata, qualcuno aveva commesso l'azzardo di pubblicare le curve di coppia di alcune "600". Cioè l'unico dato tecnico che ti dice quali sensazioni reali ti può dare un motore: in che modo viene erogata la potenza, poca o tanta essa sia. In presenza di una curva di coppia quasi piatta dai 2000 ai 12000 giri la mia scelta non poté che cadere sulla Fazer: significava poterla utilizzare nel traffico cittadino come si trattasse di uno scooter e, durante il giretto in montagna del week end, potersi permettere anche di "fare il cretino" supportati da un motorino con 95 asinelli di cui basta utilizzarne la metà, alla metà dei giri disponibili e senza nemmeno affaticarsi il piedino cambiando continuamente marcia. |
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Così è stato: dopo 18.000 kilometri percorsi in tutte le stagioni e su tutti i tipi di strada posso dichiararmi soddisfatto della mia scelta: la "incompresa" Fazer (in Italia non la compra nessuno... stranamente, invece, il nord europa ne è pieno) si è sempre comportata più che dignitosamente, sia in relazione alla cifra sborsata sia per quanto riguarda le prestazioni. Se qualcuno mi sorpassa e corre avanti certamente il motivo è da ricercare in una mia condotta prudente (mi scoccia trovare delle sorprese dietro le curve) o nell'essere io un po' "fermo", non certo per limiti della moto. |
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Purtroppo ho capito solo dopo i primi 8500 kilometri che le gomme di primo equipaggiamento (Bridgestone Battlax BT57) erano un po' troppo dure: sembravano ancora nuove! Fin qui niente di male; il problema però era dato dalla tendenza della ruota posteriore ad andarsene alla deriva alla minima apertura di gas come si trattasse di una supermotard. Addirittura partendo ai semafori occorreva fare attenzione: una seconda inserita con una minima fretta nel rilasciare la frizione generava antipatiche scodate. Ho poi risolto montando Dunlop 207, quelle stradali normali (240 euro nel novembre 2002, nelle misure della Fazer, 110 e 160), anche esse, a volte, montate di primo equipaggiamento dalla Yamaha: sembrava di aver cambiato moto. Finalmente era scomparsa l'impressione di trovarsi a fare le curve sulle uova e potevo addirittura accelerare senza essere pronto al "derapage". Ora sono a 9500 kilometri percorsi e penso di sostituire la gomma posteriore nel giro di un migliaio di kilometri; quella anteriore invece sembra in grado di durare ancora a lungo (vedi articolo Dunlop D207). |
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La Fazer 600 esiste, per il momento, solo con la mezza carenatura: forse non sarà "virile" come le naked che vanno per la maggiore, in compenso io, che sono "basso" 165 centimetri, fino ai 150/160 kmh non mi devo neanche abbassare sul serbatoio e quando piove sono ben protetto anche dall'acqua. Del resto nell'accingermi a scegliere la mia seconda moto una delle caratteristiche essenziali fu proprio la presenza di un cupolino efficiente, dato che sul precedente "tosaerba" 250 si rese necessario installarne uno after market per ripararmi dall'aria nonostante la velocità di punta fosse ampiamente sotto i limiti di legge. Pare che il cupolino delle Fazer 2002 e 2003, a punta come quello della Fazer 1000, sia certamente più bello esteticamente ma meno protettivo e funzionale. Pare anche che l'erogazione sia stata modificata per renderla più sportiveggiante, quindi meno piena ai "bassi", per questioni di marketing: io però ho conosciuto un fazerista che, nel 2002, è andato alla ricerca di un "model year 2001" con lo stesso criterio da me adottato l'anno precedente per scegliere la mia moto. Comunque io la moto la utilizzo standoci seduto sopra e da quella posizione l'estetica lascia completamente il posto all'efficienza: altri invece probabilmente arrivano velocemente al bar e, seduti ad un tavolino passano ore ad ammirare la propria "bella" moto. |
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Alcune altre informazioni in ordine sparso: |
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- dal 2001 la Fazer 600 ha la possibilità di regolazione del precarico della forcella oltre che dell'ammortizzatore posteriore e ciò consente di evitare un eccessivo affondamento nelle frenate più "urgenti"; - il serbatoio da 20 litri consente una elevata autonomia dato il consumo che è normalmente tra i 18 e i 20 km/litro; - i tagliandi sono previsti ogni 10.000 km (dal model year 2001), io però fra un tagliando e l'altro mi cambio l'olio (Shell Advance); peraltro il consumo di olio risulta nullo; - altezza della sella: 79 centimetri rendono la Fazer accessibile anche a molti che non giocano a basket; - accensione: a freddo "prontissima", a caldo solo "pronta"; - passeggero: fino a 55 kg tutto ok, oltre bisogna andare tranquilli (almeno per me è così), io preferisco andare in giro senza; |
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- bagaglio: io uso la borsa da serbatoio (magnetica e comoda) e/o lego qualcosa al posto del passeggero: trovo "orrendo" l'uso del bauletto e le borse laterali non mi sono ancora servite. Sotto la sella io normalmente riesco a farci stare: documenti, kit forature, ragno e altri 2 elastici con ganci, giubbino antivento per l'estate (tipo k-way), macchina fotografica compatta, zainetto ripiegabile e tascabile, chiavi di casa, sigarette, blocca disco e forse ancora qualcosa: direi "capienza superiore alla media"; - il gancio per il casco esisteva nelle versioni precedenti alla mia: scoperto il disegnino relativo sul manuale di officina trovato e scaricato in internet, me lo sono facilmente costruito e montato;
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- cambio: dopo un breve periodo di apprendistato si prende confidenza, le marce entrano come burro e il folle si trova facilmente (l'olio "buono" comunque migliora ulteriormente le cose). Non lo definirei un cambio "sportivo" ma ha una buona rapportatura, né troppo corta né troppo lunga, d'altra parte il motore sembra "elettrico" e non ha molta importanza in che marcia si è. - erogazione: dolce nell'apri-chiudi è anche capace di stupire con accelerazioni più che soddisfacenti; - freni: a me sembrano efficienti, nel dubbio, quando sarà il momento di sostituirne i tubi, per migliorarne la prontezza magari opterò per quelli in treccia metallica o "aeronautici" che dir si voglia; - pieghe: basta pensarci e la Fazer si piega. Il vero limite è dato dalla altezza, o bassezza, delle pedane ma tanto non è una moto sportiva; - comodità: il cavalletto centrale, l'orologio, i due contakilometri parziali e l'indicatore livello carburante, tutto di serie; - difetti e guasti: per il momento non ne ho ancora trovati né si è verificato alcun guasto o malfunzionamento: forse è per questo che la Fazer gode di tre anni di garanzia; |
- modifiche operate sulla mia Fazer: una estetica sostituendo gli indicatori di direzione che mi parevano i bilanceri di una canoa polinesiana (quelli anteriori montati direttamente sul cupolino e quelli posteriori più piccoli e a filo dell'ingombro della coda) ed una pratica ripristinando la funzionalità anabbagliante del faro destro che in Italia per qualche strana regolamentazione viene eliminata lasciando in funzione come anabbagliante il solo faro sinistro (manca il cavetto che dà corrente al relativo filamento della lampada: materiale necessario 50 centimetri di cavo e due capicorda), così facendo, di notte, ci si vede qualcosa in più; - soddisfazione: per una cifra tutto sommato contenuta (peraltro mi risulta che tutt'ora la rete di vendita proponga interessanti formule di acquisto per esempio a interessi zero) si compra una moto che si adatta a qualunque situazione, dalla montagna alla città all'autostrada: per avere di più occorre spendere molto di più e non è detto che si ottenga la medesima poliedricità attitudinale; - la mia prossima moto: per il momento non sento questa esigenza.
Stefano Bressan |