Yamaha TRX 850 - 1996

Modello: Yamaha TRX 850 del 1996
da quando: estate 2004

Motivo della scelta: con l'Africa Twin a disposizione per i viaggi volevo levarmi lo sfizio di una sportiva per gitarelle brevi; in più ho un debole per le moto rare, belle e incomprese

Moto precedente: ZZR 600

Prossima moto: ne ho in mentre qualcuna... sono curioso della Navigator ma per ora i prezzi non sono alla portata del mio budget

Stile di guida: motociclista da pochi anni, sto imparando ora i meccanismi dello spostamento del peso su pedane e semimanubri. Rimango un passista prudente e apro solo con strada libera e visibilità perfetta.

Trattamento in concessionaria: compro sempre da privato (risparmio assicurato).

Costo tagliandi: il filtro-aria dura fino a 3 tagliandi e si pulisce con l'aria compressa: è una bella cosa; per il resto, ogni 6mila km 40 euro per l'olio, filtro-olio ogni 12mila: direi nella media (verso il basso)

La moto in generale:
Qualità: devo ancora vederla, una giapponese fatta male. A parte qualche particolare più scomodo (il comando delle frecce è piccolino) che mal fatto, alta: non c'è un cavo in vista nonostante sia nuda.
Estetica: è bellissima. Mai posato il culo su una cosa così appagante da guardare ferma sul cavalletto. Cattiva nel nero, vistosa nelle cromature, cupolino stile Darth Vader, doppio scarico alto e lucente... non aggressiva ma piuttosto elegante: favolosa.
Affidabilità: ottima: l'unità che la muove è il fratello vitaminizzato della TDM 850 seconda serie... una moto da 100 e passa mila km senza colpo ferire.

Posizione di guida:
Uso sportivo: ottima senza sacrificare la colonna vertebrale e i polsi. Volendo si può giocare sulla distribuzione dei pesi sfilando gli steli. La sella è dura il giusto e il serbatoio correttamente sagomato e abbastanza stretto agevola la presa e i movimenti.
Uso turistico: per essere una sportiva si lascia condurre senza grande sforzo e ha una grande autonomia (18 lt di serbatoio bevendo poco). Però ha una scarsissima capacità di carico ed è praticamente monoposto. Per fortuna il capolino porta via l'aria dalle spalle alle ginocchia.

Comportamento in strada:
Pista: non ci sono mai stato personalmente ma chi l'ha guidata sostiene che nei circuiti tortuosi si difende alla grandissima, considerata la cavalleria, grazie all'agilità, al tiro pazzesco nelle marce basse e alla possibilità di regolazione delle sospensioni.
Statale: ci sta, grazie a cupolino e semimanubri. Lo spunto non le manca.
Collina: ci si diverte un sacco e non si rimpiangono le 4 cilindri da oltre 120 cv. In traiettoria è un bisturi.
Montagna: spettacolare... si regge quasi il passo delle supermotard. Curvoni in seconda ginocchio a terra, tornanti col culo completamente fuori dalla sella schizzando fuori in prima di potenza...
Fuoristrada: da evitare: i collettori sono esposti e le gomme si sbriciolano.
Città: in prima marcia si può fare tutto, come fosse uno scooter. Però si sente che scalpita, che vuole galoppare. Fa come il purosangue a passeggio: si può fare a malincuore. Comunque è agile e ci si muove. Gli specchietti però sono un po' bastardi: non coprono benissimo il campo visivo.

Motore:
Potenza max: 61 kW, rilevati circa 76 cv alla ruota, a 7500 giri
Coppia max: 8,5 kgm a 6000 giri (!!!)
La zona rossa comincia a 8mila, ma ormai ha già dato tutto (e tanto). Vibrazioni fastidiose in prima marcia fra i 3mila e i 5mila giri. Sotto i 2500 "scalcia": difficile tenercelo già in terza marcia. Fa un bellissimo rombo in accelerata, sotto i 5mila. Specie in seconda.
Tiro ai bassi regimi: ottimo; del resto è la peculiarità dei bicilindrici
Alimentazione: carburatori, distribuzione a 10 valvole: sempre regolare, mai un'incertezza.
Dolcezza nell'apri/chiudi: alle basse velocità bisogna stare attenti agli scatti del polso destro: si rischia d'impennare, o di ritrovarsi il serbatoio nello stomaco.
Efficienza avviamento: buona, però serve la batteria in forma o a freddo si soffre
Velocità max: quasi 220 km/h: ce n'è d'avanzo per superare quando serve e farsi ritirare la patente quando meno te l'aspetti.

Consumi:
Consumo benzina: dato il genere e la cilindrata, molto buono. Se non si tira in extraurbano si superano i 21 km/l senza fatica. Se si tira si fa fatica a scendere sotto i 14/15. Tutto ciò si traduce in oltre 300 km di autonomia (260 circa se si esclude la riserva). In città si sta attorno ai 17.
Consumo olio: nullo: è sempre stata mantenuta a regola d'arte.

Telaistica:
Peso: 190 kg a secco; sembra più leggera. Il telaio a traliccio è una scultura. E rispetto a quello Ducati non ha fili e filetti, cavi e cavetti, nastri e nastrini attaccati.
Freni: davanti doppio disco da 298 mm con pinze a 4 pistoncini, dietro dischello 245 mm con doppio pistoncino: più che adeguati alle prestazioni della moto, modulabilità veramente buona. In città servono pochissimo grazie al freno-motore.
Frizione: in partenza da fermo è birichina: bisogna farci la mano. Una volta abituati risulta morbida e precisa. Siccome il cambio si usa pochissimo non stanca mai.
Cambio: ho letto che quello della TDM è rognosetto. Questo non è il migliore che ho avuto ma è silenzioso, preciso e anche molto morbido. L'unico inghippo sta fra prima e seconda, dove capita di sfollare senza un colpo deciso (e fa un minimo casino). L'altro lato della medaglia è che la folle si trova ad occhi chiusi.
Ammortizzatori: forcella e mono sono completamente regolabili: il mono in precarico, estensione e compressione; la forcella in precarico e compressione. Non sono Ohlins, ma per la media delle naked è lusso.
Gomme: dietro monta una 160/60. Considerata la sua attitudine allo sprint, meglio montare mescole medio-morbide. Consuma nettamente di più il posteriore (quindi se si vuol pareggiare, mescola più morbida davanti).

 

 

 

Uso prevalente: ovunque tutto l'anno, tranne in fuoristrada

Autonomia fisica permessa dal mezzo: la sella non è di legno ma rimane abbastanza duretta; in più con gli steli sfilati pende leggermente in avanti. Dopo un paio d'ore una pausa fa bene. Se si tira da pieno a pieno (circa 300 km) ci vuole una bella mezz'ora di relax. Naturalmente dipende dal percorso...

Cosa mi piace di più della moto?: l'estetica (da matti), il motore, l'agilità, la razionalità di costruzione (con il libretto di uso e manutenzione si scopre che tutto è facilmente a portata di mano per le regolazioni e la manutenzione ordinaria; in più c'è un ben fornito kit di attrezzi e un comodissimo scomparto sotto il sellino del passeggero), le prestazioni, l'autonomia e l'economia di gestione.

Cosa mi piace di meno?: potrei dire la scarsa capacità di carico, ma non è un difetto, bensì una caratteristica; invece non mi piacciono gli specchietti: lasciano sempre un angolo morto alle spalle; il rubinetto della riserva è in un punto pericoloso da raggiungere durante la marcia; il piedino del cavalletto è troppo vicino alla pedana sinistra: ci vuole attenzione prima di "prenderlo" bene; manca la sesta marcia.

Il punto di vista del passeggero: è monoposto: le pedane posteriori sono lì per bellezza.

Possibilità di portare bagagli: scarsa: borsa da serbatoio e qualcosa al posto del passeggero. Gli scarichi alti laterali impediscono di applicare le borse rigide e quelle morbide, a meno di non inventarsi un telaietto su misura che le tenga sollevate, sono a rischio-ustione. E' possibile il montaggio di un bauletto, ma è come deturparla: me ne astengo.

Difetti e guasti: uno sconsiderato tentativo d'avviamento a freddo mi ha ucciso la batteria (che però era già vecchiotta). Per il resto, nulla da segnalare. La frizione è stata sostituita con quella del modello '98 a seguito di una specie di richiamo ufficiale della casa. Dettagli, comunque.

Modifiche, accessori e parti speciali: tubi-freno in treccia metallica, pastiglie racing (però durano pochino; torno alle tradizionali, tanto non vado in pista e l'impianto standard è ottimo di suo), steli-forcella sfilati di 1 cm per caricare l'anteriore.
Come modello, è personalizzabilissima: c'è chi la carena completamente, o sostituisce il cupolino con un faro tondo da naked classica, o cambia gli scarichi, i cerchioni, il manubrio (con uno alto)... rimane sempre bella.

Commento finale: una moto veramente splendida. Bella da guidare, bella da guardare. E da far guardare (cosa che agli esibizionisti non dispiace di sicuro). Chi l'ha avuta ci ha sempre lasciato su un pezzo di cuore. Naturalmente in Italia non ha avuto successo (come tutti i modelli che hanno un rapporto qualità/prezzo superlativo). Un pregio in più, ai miei occhi.

Prima di buttarvi su una Monster qualsiasi, fateci un giro: costa la metà e vale il doppio.

Giovanni

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